Wonder Stories

Ritorno sul pianeta proibito

Come anticipato, fin dall’inizio avevamo preso un accordo a parte per Il pianeta proibito (Forbidden Planet, 1956), caposaldo assoluto del cinema di fantascienza. In occasione del suo cinquantesimo anniversario infatti ci sembrava opportuno produrre un vero e proprio documentario che ne raccontasse la storia. Il documentario, della durata di 25 minuti e intitolato 50 anni sul pianeta proibito, fu realizzato come episodio speciale di Wonder Stories. Nella prima parte seguiva il consueto formato, con un’introduzione e il quiz in occasione del break pubblicitario, mentre si dilungava molto di più sul backstage nella seconda parte, una volta completato il film. In questo caso decidemmo che sarebbe stato opportuno coinvolgere degli esperti, per commentare vari aspetti della produzione, tutti dichiarati appassionati del Pianeta proibito. Intervistammo dunque Carlo Mauro, docente all’Accademia delle Belle Arti di Bologna per parlare dell’estetica del film, Gino Castaldo, giornalista di Repubblica e critico musicale, per commentare l’originalissima colonna sonora, e l’astronauta italiano Umberto Guidoni, per raccontare gli aspetti scientifici della pellicola. Come di consueto arricchimmo il documentario con foto e disegni di produzione, immagini rare e le scene tagliate provenienti dalla copia lavoro, mai mostrate prima in Italia.

Aneddoti e curiosità

La presentazione ufficiale di Wonder Stories avvenne a Fiuggi, alla convention di fantascienza Deepcon 7 / Italcon 32, il 25 marzo 2006. Sul posto eravamo presenti io e Giusto Toni, il direttore di Jimmy. Dal momento che il debutto del programma era ancora lontano (a giugno), raccontammo il progetto e mostrammo al pubblico l’unica cosa che all’epoca avevamo già pronta: ovvero la sigla di apertura del programma.

Wonder Stories – Sigla in HD

Wonder Stories fu presentato ufficialmente alla Deepcon 7 / Italcon 32.

Alla fine del primo anno, ancora incerti se il programma sarebbe stato rinnovato o meno, organizzammo la tradizionale festicciola di fine produzione, con tanto di “blooper reel”, ovvero il filmato con gli errori più divertenti commessi sul set, che nel nostro caso erano solo in audio. Inoltre volevamo fare un cameo, una breve apparizione in video sullo stile di Hitchcock, in quello che avrebbe potuto essere l’ultimo episodio di Wonder Stories, dedicato a Il mostro della palude (Swamp Thing, 1982). Tuttavia, essendo un programma completamente di montaggio, senza riprese, il cameo non poteva essere fatto in maniera tradizionale: inserimmo quindi le nostre facce in grafica sovrapponendole a quelle dei personaggi in maniera subliminale, per un singolo fotogramma, in modo che fossero quasi impercettibili. Non dicemmo nulla al responsabile di produzione di Jimmy, temendo che ci avrebbe chiesto di rimuoverle, e, malgrado i controlli di qualità che venivano eseguiti su tutti i nastri consegnati per la messa in onda, nessuno si accorse di niente. Alla fine l’episodio fu trasmesso con le nostre facce.

Marcello Rossi (co-autore)
Aleksandar Mickovic (co-autore)
Michele Di Palma (speaker)
Roberto Baldassari (grafiche e montaggio) e Daniele “Bengi” Benati (musiche)

Un’altra piccola, grande soddisfazione per Wonder Stories arrivò nel 2008, durante l’ultimo anno, quando io e il co-autore Alex fummo premiati nella categoria Operatore Artistico del Premio Italia, il più longevo premio italiano dedicato alla fantascienza.

Tutte le cose belle…

Il 29 giugno del 2008, andò in onda l’ultimo episodio di Wonder Stories, dedicato al disaster movie di Irwin Allen The Swarm – Lo sciame che uccide (The Swarm, 1976). La rassegna dedicata al cinema di fantascienza di Jimmy si esaurì, e almeno in quel periodo il canale non voleva più investire molto in produzioni proprie. Complessivamente, nel corso di tre anni, avevamo realizzato 79 episodi, diventando per l’epoca il più lungo programma di fantascienza mai realizzato in Italia. Un’ultima piccola grande soddisfazione, prima di dedicarci a nuove avventure.

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