Lost Trek: “Domani l’universo” di Paul Schneider

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Articolo apparso sulla rivista Inside Star Trek (numero 225/226, Febbraio/Marzo 2025) pubblicazione ufficiale dello Star Trek Italian Club “Alberto Lisiero” edita da Ultimo Avamposto.

LOST TREK a cura di Marcello Rossi

Torna il consueto appuntamento con gli Star Trek perduti, questa volta con una vera primizia. Infatti, mentre per tutti gli episodi mai realizzati che abbiamo raccontato in precedenza lo sviluppo della storia si era fermato prima dell’arrivo alla sceneggiatura completa, “Tomorrow the Universe” di Paul Schneider era giunto ormai quasi in fondo al suo percorso di scrittura, prima di entrare nella fase di pre-produzione. Per la prima volta quindi abbiamo la possibilità di raccontarvi una sceneggiatura dettagliata, con tanto di divisione in atti e dialoghi dei personaggi. Ma c’è di più: questa sceneggiatura è una vera rarità, infatti né i pochi testi dedicati all’argomento (come quelli della coppia Altman & Gross, o di John Peel), né siti Internet anche molto specialistici come Orion Press, ne riportano una descrizione dettagliata. Qui invece, complice un fortunato acquisto su Ebay di oltre una decina di anni fa, possiamo offrirvene per la prima volta un resoconto completo tratto direttamente dal documento originale di Schneider. Per queste ragioni questo Lost Trek è più lungo del solito, ma abbiamo ritenuto che valesse ben la pena dedicare dello spazio aggiuntivo a quello che per poco non poteva diventare il primo episodio sui ‘nazisti dello spazio’ di Star Trek.

“Domani, l’Universo” di Francesco Spadaro

Nel dicembre 1966, con la produzione della prima stagione che si avviava alla conclusione, Gene Coon era nuovamente a corto di sceneggiature; per non correre rischi assegnò altri sei incarichi tutti a scrittori che si erano dimostrati affidabili. Un incarico ciascuno andò a Paul Schneider (ST-40, “Tomorrow the Universe”), Theodore Sturgeon (ST-41, “Amok Time”), Steven Carabatsos (ST-42, “Operation: Destroy”, divenuto poi “Operation — Annihilate!”) e a Dorothy Fontana (ST-43, “Friday’s Child”). Gli ultimi due Coon li assegnò a se stesso (ST-44, “The Devil in the Dark” e ST-45, “Errand of Mercy”). In particolare “Tomorrow the Universe” avrebbe dovuto prendere il posto dell’episodio di Harlan Ellison “The City on the Edge of Forever” (“Uccidere per amore”), qualora non si fosse riusciti a mettere in produzione la travagliata sceneggiatura di quest’ultimo. Quando infine l’episodio (da molti considerato il migliore della serie originale) fu riscritto in modo da poter essere filmato, “Tomorrow the Universe” fu messo in stasi per esser ripreso nella seconda stagione qualora la serie fosse stata rinnovata (fatto in quel momento ancora in dubbio). Similmente anche i lavori su “Amok Time” di Theodore Sturgeon e “Friday’s Child” di Dorothy Fontana furono sospesi e ripresi poi per la seconda stagione, diventando gli episodi “Il duello” e “Una prigione per Kirk & c.”. Seppur assegnata durante la prima stagione, la sceneggiatura di “Tomorrow the Universe” fu dunque completata da Schneider nel marzo del 1967, come potenziale episodio della seconda stagione. “Tomorrow the Universe” è la terza sceneggiatura completa firmata da Paul Schneider per Star Trek, dopo “Balance of Terror” (“La Navicella invisibile”) e “The Squire of Gothos” (“Il cavaliere di Gothos”).

Il frontespizio della sceneggiatura completa di “Tomorrow the Universe” di Paul Schneider

“Tomorrow the Universe” (“Domani, l’Universo”) di Paul Schneider

3 marzo 1967 (numero di produzione ST-40)

Teaser

Un pianeta semi illuminato e velato dalle nuvole appare sospeso nel vuoto mentre l’Enterprise si avvicina. “Stiamo raggiungendo il pianeta Spurlos, signore” comunica Sulu. Kirk ordina di portare l’Enterprise in orbita, poi si rivolge all’equipaggio annunciando che stanno per incontrarsi con la nave ambasciatrice Magellano. McCoy non appare entusiasta all’idea di una missione diplomatica e fa notare a Kirk che avrebbero tutti bisogno di un po’ di riposo, come indicano i rapporti sullo stato di salute dei membri dell’equipaggio. “Incluso il mio, dottor McCoy?” chiede Spock. McCoy risponde con tono seccato: “Con l’eccezione di quello del signor Spock, naturalmente!”. Poi, rivolgendosi a Kirk, prosegue a bassa voce: “Ma il resto di noi è umano, Jim”. “Mi dispiace, Bones” risponde Kirk. “L’Autorità Spaziale vuole che ci fermiamo e recuperiamo alcuni membri dalla nostra missione di scienza e cultura. Ho degli amici che hanno preso parte a questa missione, sarà piacevole rivederli”. McCoy scuote la testa e, osservando il pianeta che si profila sullo schermo, borbotta: “Continuo a pensare che Spurlos non sia il mio luogo ideale per una vacanza!”. Anche il navigatore DeSalle osserva il pianeta sullo schermo: “È la prima volta che visito questo pianeta. Come sono questi abitanti che si fanno chiamare ‘Rike’?” McCoy risponde: “Non sono il tipo di umanoidi che preferisco! Quando sono stato qui, li ho trovati ossequiosi, servili, imitativi come pappagalli!” Interviene Kirk: “Al loro stadio di sviluppo, è naturale che siano un po’ troppo ansiosi di imitare una società più avanzata!” E McCoy: “Ma sembravano imitare le cose antipatiche! Forse l’unico loro tratto positivo è che sono innocui…” Uhura, alzando lo sguardo dal pannello, si rivolge a Kirk: “Capitano, non ricevo alcuna risposta dalla nave ambasciatrice Magellano… Niente…” Spock, ad alta voce: “La Magellano non si trova nella posizione assegnata sopra il principale centro abitato dei Rike. Ricerca negativa: la nave non è in volo! Entriamo in un campo elettromagnetico, capitano… Schermo deflettore attivato! Piccoli oggetti orbitanti in movimento verso di noi!” Kirk ordina di mostrare la situazione sullo schermo. Vediamo un oggetto rotondo, con spigoli simili a corna. Kirk esclama: “Allarme phaser! Fuoco!” L’Enterprise fa fuoco, ma delle esplosioni scuotono la nave. Lo schermo mostra mine appuntite che si avvicinano. “Siamo in un campo minato, capitano!” esclama Spock. Dissolvenza a nero.

La prima delle due precedenti sceneggiature scritte da Schneider per Star Trek: “La Navicella invisibile”.

Atto I

Kirk ordina di invertire la rotta, l’Enterprise decelera e tutti devono aggrapparsi per non cadere sul pavimento. Spock avverte che le mine, controllate elettronicamente, rispondono al movimento per cui suggerisce di mantenere la nave in orbita stazionaria dentro il campo minato in modo da evitare ulteriori danni. Scampato, per il momento, il pericolo, Kirk chiede a Uhura se vi siano segnali dal pianeta: “Nessuna trasmissione radio insolita dalla superficie, signore.” risponde il tenente, “Si sente solo una trasmissione musicale…” Uhura alza il volume e sentiamo la trasmissione a onde corte in lontananza di una musica wagneriana dai toni squillanti. Kirk riconosce le note della “Cavalcata delle Valchirie”… Scansionando la superficie del pianeta con i sensori della nave DeSalle riesce a identificare parti della nave Magellano: sembrano essere localizzate nella capitale dei Rike, al centro della piazza centrale. Kirk ordina che una squadra di sbarco si rechi subito in sala teletrasporto.

Kirk, Spock, McCoy e DeSalle e alcuni uomini della sicurezza sbarcano sul pianeta: si trovano su una piazza pavimentata; gli edifici che la circondano e i veicoli militari parcheggiati intorno ricordano le città europee d’epoca precedente la Seconda Guerra Mondiale. Al centro della piazza si trova un piccolo edificio simile a un tempio, non molto più grande di un chiosco o di un piccolo mausoleo. Non c’è nessuno in giro; all’interno del mausoleo vi sono lastre di marmo rialzate che contengono pezzi di metallo e macchine. Un grosso pezzo di metallo contorto e annerito mostra il nome Magellano in rilievo. Kirk ordina alla sua squadra di perlustrare attentamente l’area. La targa della Magellano mostra segni di violente esplosioni e incendi. Spock informa il capitano che i segni sulla targa risalgono a 9 anni prima. “Deve essersi schiantata all’arrivo…” deduce Kirk, “ma questo macchinario della biblioteca-computer mostra molti meno danni…”. McCoy apre il corpo del computer, simile a un armadio, e guarda una delle bobine all’interno: “Proprietà del dott. Steele”. “La dottoressa Alana Steele,” interviene Spock, “un membro della missione. Uno dei nostri più importanti astro-sociologi.” Kirk annuisce: “Ci conoscevamo… cosa sono i nastri, signor Spock?” “Dati storici, che coprono circa… dieci anni terrestri”.

DeSalle raggiunge Kirk e gli altri per fare rapporto: “Non abbiamo ancora trovato un solo abitante, signore, ma abbiamo trovato questo.” e fa cenno a Kirk di seguirlo. Giungono davanti a una pietra di marmo posta di fronte al monumento; una ‘fiamma eterna’ arde da un braciere alla base di un’iscrizione incisa sulla pietra. “Ai guerrieri della Terra caduti con la potente Magellano. Onore e gloria!” DeSalle esclama: “È in inglese, capitano. Significa che ci sono stati dei sopravvissuti!” Nel frattempo, accanto a lui, McCoy guarda verso l’alto e reagisce a ciò che vede: “Jim… c’è un’altra cosa che sembra abbiano copiato…” l’inquadratura si sposta verso l’alto e tutti vedono che il soffitto è ornato da una grande fotografia di un volto stranamente familiare: i lineamenti schiacciati, gli occhi baldanzosi, i baffetti precisi sotto il naso affilato. DeSalle cerca di ricordare: “Un volto familiare, ma non riesco a collocarlo…” Kirk gli risponde accigliato: “Pensi alla storia della Terra, signor DeSalle. Una figura del suo capitolo più oscuro…” Si tratta di una foto di Adolf Hitler.

In quel momento si sente una folla assordante urlare: “Sieg heil! Sieg heil! Sieg heil![1]” Kirk alza lo sguardo per individuare la fonte del suono: un altoparlante a quattro vie che sta trasmettendo a volume massimo.  I “Sieg heil” si attenuano e una voce tagliente prosegue: “Le unità di sicurezza hanno l’ordine di portare tutti i prigionieri e tutte le altre persone al raduno del partito nazista! Chi si rifiuta di partecipare deve essere giustiziato!” La sua voce è sostituita da una banda che suona le note della marcia di Horst Wessel, storico inno del Partito Nazionalsocialista dal 1930. McCoy si rivolge a Kirk: “Un incubo che dovrebbe essere ormai passato da tempo… Come è stato trasportato qui?” Ed ecco che si sente il rumore di motori di motociclette e calpestio di piedi. Kirk fa cenno ai suoi uomini di nascondersi. Dall’altra parte della piazza compare un gruppo di circa una mezza dozzina di persone, con abiti stracciati. La maggior parte di loro ha la pelle scura. Vengono spinti su entrambi i lati da un paio di soldati in motocicletta in uniforme nazista, con i fucili imbracciati sul petto. Dietro di loro, altri quattro soldati con il passo dell’oca, in uniformi delle SS. Sono guidati da un tenente dall’espressione glaciale, e uno di loro porta la bandiera nazista. Marciano attraverso la piazza, nella direzione in cui si nascondono gli uomini dell’Enterprise.

La seconda delle due precedenti sceneggiature scritte da Schneider per Star Trek: “Il cavaliere di Gothos”.

Un anziano prigioniero zoppicante inciampa; un altro prigioniero più giovane si avvicina per aiutare il compagno a rialzarsi, ma un soldato delle SS li bastona entrambi incitandoli a proseguire. McCoy reagisce istintivamente, ma Spock gli sbarra la strada: “Dottore, si ricordi che è vietata l’ingerenza negli affari strettamente interni…” “Interni o no, è una brutalità” gli risponde McCoy. Kirk: “Calmati, Bones. Spock ha ragione, non è il nostro pianeta…” Interviene DeSalle: “Credo che ci abbiano individuato, signore!” Kirk fa un passo avanti, con Spock accanto a lui. Il tenente nazista si ferma, li guarda confusamente, osserva il loro abbigliamento, strano ma si tratta evidentemente di uniformi. Da vicino, possiamo vedere le insegne a forma di teschio del tenente, che intima: “Alt! Identificate la vostra unità!” “Sono il capitano James Kirk…” Sospettoso, il tenente risponde: “Sieg Heil… dove sono le vostre svastiche? Perché non siete alla manifestazione?” Kirk risponde: “Non siamo qui per partecipare al vostro raduno. Siamo una squadra di sbarco da…” Proprio in quel momento dal megafono si ode una voce stentorea: “Attenzione! Attenzione! I nostri osservatori hanno segnalato la presenza di invasori dallo spazio! A tutte le unità, attenzione!” Il tenente delle SS spalanca gli occhi e fissa Kirk e Spock. Poi solleva un fischietto che penzola dalla sua cordicella, emette un suono stridente e grida: “Agenti alieni!”

Alcuni soldati in motocicletta si dirigono immediatamente verso di loro, sfoderano le loro mitragliette e sparano raffiche contro i membri dell’equipaggio dell’Enterprise. Kirk fa cenno ai suoi uomini di stare indietro e grida loro: “Phaser impostati su stordimento!”. Il fuoco dei phaser di un paio di uomini della sicurezza abbatte immediatamente i motociclisti. L’ufficiale e il resto dei soldati Rike corrono al riparo, lasciando i prigionieri confusi nella piazza. Nel frattempo, i soldati storditi riprendono i sensi; Kirk si rivolge a loro: “Portate questo messaggio al vostro comandante: questa non è un’invasione! Siamo venuti per…” Viene interrotto da una raffica di colpi di armi da fuoco automatiche, che danneggiano il selciato intorno a loro. Kirk e gli altri si ritirano per ripararsi, ma Spock è affascinato. Si ferma a guardare i colpi dei proiettili che rimbalzano, e mormora: “Intrigante! Proiettili reali di armi antiche…” Kirk si gira e torna indietro per afferrare Spock: “Antichi o no, uccidono quanto i nostri phaser!” Una volta al riparo Spock si rivolge a Kirk: “Ha notato le loro uniformi nere, Capitano? Stivali, insegne a forma di teschio…” Kirk gli risponde: “Come le SS naziste di un tempo… Il corpo d’élite di assassini…” Ancora una volta la voce dell’altoparlante rimbomba sulla piazza: “Segnalati nemici in città! I soldati Rike e le truppe d’assalto hanno l’ordine di recarsi in Piazza della Cancelleria! Sterminateli!”

I soldati Rike si posizionano su un lato della piazza e poi si muovono con determinazione all’attacco. Kirk guarda indietro e vede altri soldati arrivare e avanzare. In quel momento Scotty dall’Enterprise segnala al capitano: “Sono state rilevate truppe che stanno convergendo su di voi da tutte le direzioni!” Kirk: “Provi a contattare i loro leader, Scott, gli dica…” In quel momento si sente la voce dell’altoparlante: “Attenzione: le armi degli invasori devono essere sequestrate a tutti i costi!” Mentre i soldati avanzano, Kirk si rivolge a DeSalle, indicando l’altoparlante: “Scoraggiamo questa idea!” Comprendendo, DeSalle imposta il suo phaser e spara verso l’alto. Il raggio colpisce l’altoparlante in cima al palo, tranciandolo di netto e facendolo cadere a terra. Il colpo serve al suo scopo di avvertimento e vediamo gli aggressori girarsi e correre di nuovo al riparo. Dall’altro lato della piazza però, i Rike iniziano ad avanzare utilizzando i prigionieri come scudi umani. La tensione tra gli uomini dell’Enterprise sale, ma Kirk non dà alcun comando. Finché Spock non avvisa che sono a portata di granata. Proprio mentre i soldati Rike si stanno preparando a lanciare i loro esplosivi, Kirk ordina a Scotty di provocare delle esplosioni sopra la testa dei soldati. Scotty esegue e i colpi ottengono l’effetto desiderato. I Rike finiscono tutti a terra e subito dopo si rialzano fuggendo alla rinfusa.

Tra i prigionieri, rimasti rannicchiati a un lato della piazza, uno dei più giovani, Tulim, si alza, e raggiunge Kirk e i suoi uomini, ai quali si rivolge in tono sarcastico: “Come siete stati generosi a risparmiarci. Non ci aspettavamo una tale gentilezza…” McCoy controlla gli altri e si sofferma su un uomo anziano che si tiene la spalla insanguinata. Ha delle ferite da baionetta, di cui una grave, ma quando tenta di soccorrerlo questi si ritrae. Tulim interviene bloccando McCoy: “Tulim se ne occuperà. Anch’io un tempo ero quello che voi chiamate un medico”. McCoy si allontana, scambiando un’occhiata con Kirk e gli altri, mentre osserva Tulim che si occupa con efficienza della fasciatura del prigioniero. In silenzio, McCoy gli passa una bustina di polvere: “Usi questa. Guarirà molto più velocemente.” Tulim alla fine la accetta e la usa con riluttanza.

Interviene Kirk che finalmente chiede a Tulim: “Chi siete? Perché siete prigionieri?” “Noi, Eccellenza? Non siamo niente. Solo quelli che loro chiamano ‘sottoposti’… come quest’uomo ferito che si è opposto al governo, o io che provengo da una terra sconfitta da questi grandi conquistatori”. E prosegue, sarcastico: “Non vale la pena di salvare gente inferiore come noi.” Kirk lo guarda accigliato: “Forse non lo sapete ancora. Noi non siamo Rike! Veniamo da un’altra civiltà, la Federazione dei Pianeti…” Tulim lo interrompe: “Ho un messaggio per la vostra meravigliosa civiltà, Eccellenza!” Con gli occhi in fiamme, Tulim schiaffeggia Kirk; i membri dell’equipaggio si lanciano immediatamente per afferrarlo e allontanarlo dal loro capitano. E Tulim, con un sorriso sardonico: “E ora, potete sterminarmi…” Kirk risponde: “Nessuno sterminerà nessuno! Vorrei solo sapere cosa l’ha provocato!” Tulim, indicando delle figure che si avvicinano: “Perché non chiede al suo collega Superman? Arriva il capo delle armate Rike in persona…”

Vediamo un soldato che porta una bandiera bianca attraverso la piazza, verso il monumento. Lo segue una figura dall’aspetto prussiano, con il petto scintillante di decorazioni, che cammina zoppicando. Kirk esce con cautela per andargli incontro. L’uomo si ferma, batte i tacchi e alza il bastone in segno di saluto: “Maresciallo Krieg, al vostro servizio!”. La sua voce è quella che avevamo sentito dall’altoparlante. “Sono il capitano Kirk della nave stellare Enterprise della Federazione dei Pianeti Uniti!” Krieg, osservando lo sparuto gruppo di uomini accanto a Kirk, chiede: “E dov’è la sua astronave, capitano?” “Proprio sopra la sua testa, maresciallo… Vuole altre prove?” Krieg saluta con un altro colpo di tacco: “No, no… Sieg Heil! Capitano, le porgo il più caloroso benvenuto…” Kirk risponde a denti stretti: “Abbiamo già ricevuto il vostro caloroso benvenuto…”. “Deplorevole! Un terribile errore! È stato ordinato di fucilare immediatamente i soldati di basso rango che hanno attaccato i nostri fratelli terrestri!” In quel momento, sentiamo delle mitragliatrici distanti. Kirk è sbigottito: “Sparare ai propri uomini?” Krieg risponde: “Eseguo gli ordini, come ogni buon nazista.” “Ordini da dove? Voglio parlare con chiunque li dia!” E Krieg: “Subito, capitano! La prego di seguirmi. La Cancelleria è poco distante!” Si gira e schiocca le dita in modo imperioso. Le moto della scorta sfrecciano. Kirk esita un attimo, guarda il prigioniero Tulim, che gli sorride acidamente. Alla fine annuisce e segue Krieg, insieme agli altri membri dell’equipaggio.

La Cancelleria si presenta come un imponente edificio con pesanti porte di metallo sovrastate da una decorazione a forma di svastica con un’aquila con le ali spiegate. Due soldati all’entrata fanno il saluto nazista, mentre Krieg entra zoppicando, portando gli uomini dell’Enterprise con sé. Giungono in una stanza dominata da un enorme ritratto dai tratti familiari. Alle pareti sono appese grandi mappe di territori e stelle. L’arredamento è costituito da un’enorme scrivania, decorata con vessilli nazisti, alcuni tavoli e sedie imbottite. Oltre alle decorazioni sulle pareti sono appese foto di vaste aree distrutte. Inservienti e guardie in camicia nera stazionano attorno alla stanza, e le loro braccia si alzano nel rigido saluto quando Krieg conduce Kirk e gli altri nella grande sala. Krieg parla a voce alta: “Come ordinato, ho portato gli ospiti della Terra!”. Un grande schermo posizionato su una delle pareti mostra un’immagine dell’Enterprise in orbita. Di fronte a questo c’è un uomo di spalle, dalla corporatura minuta. L’uomo fissa lo schermo ancora un momento e infine si volta: “Saluti, miei compagni ariani venuti da lontano!” Kirk e i suoi uomini fissano intensamente colui di cui avevano già visto il ritratto, mentre si accarezza orgogliosamente i baffetti con il polpastrello: una sorridente reincarnazione di Adolph Hitler in persona. Dissolvenza a nero.

La dottoressa Alana Steele e il suo Rike-Hitler per una nuova egemonia nazista nell’universo in “Tomorrow the Universe” (immagine generata con l’intelligenza artificiale).

Atto II

“Diario del capitano, data astrale 3312.5. L’Enterprise si trova in orbita sul pianeta Spurlos e sta procedendo con la bonifica delle mine spaziali. Nel frattempo, il mio incontro con il leader dei Rike si è trasformato in un incubo e mi trovo di fronte alla reincarnazione di un fanatico dittatore proveniente da una delle epoche più buie della storia terrestre.”

Kirk e i suoi uomini fissano increduli il leader dei nazisti, che esclama: “Non sono forse l’immagine del vostro più grande eroe?” Kirk fa un passo avanti: “Adolph Hitler? Il nostro più grande eroe? Da dove le è venuta questa idea?” E il sedicente Hitler: “Suvvia, capitano. Noi militari Rike abbiamo studiato la storia della vostra Terra. Vi abbiamo preso come nostri gloriosi modelli!” Spock sussurra a Kirk: “Ricorda il monumento? I documenti storici della dottoressa Steele si fermavano all’anno 1943, all’apice del potere e della conquista nazista.” Il dittatore si rivolge a loro con orgoglio, gesticolando: “Vedete come copiamo ogni dettaglio! Guerra lampo, purezza razziale, liquidazione dei sottoproletari…” Poi, rivolgendosi a Krieg: “I campi di concentramento sono quasi pronti, Krieg?” Krieg gli risponde sull’attenti: “Come ordinato, mio cancelliere! Possiamo iniziare a spedire gli inferiori e i dissidenti entro un giorno!” McCoy e gli altri si scambiano un’occhiata di sgomento e disgusto, ma il Rike-Hitler si frega le mani felicemente: “Splendido, splendido. Voi terrestri arrivate al momento giusto. L’ultima razza inferiore su Spurlos è stata schiacciata, trasformata in lavoratori schiavi!” Indica le aree ombreggiate sulle sue mappe del territorio, poi fa un gesto verso le mappe stellari: “Con i miei eserciti conquistatori, i miei scienziati che costruiscono razzi, e le vostre navi da guerra e le armi phaser, possiamo dividere insieme il bottino dell’universo, eh, capitano?” Kirk, guardandolo con disgusto a malapena celato: “Tra noi guerrieri, eh, cancelliere?” Spock, nel frattempo, si sposta per osservare con studiata disinvoltura i grafici. Il Rike-Hitler guarda Kirk con un’espressione furba: “Naturalmente ci considerate dei dilettanti. Ma vi ricordo che, anche se con qualche centinaia di anni di ritardo, anche noi abbiamo trovato gli ideali invincibili del nazismo.” McCoy non riesce più a trattenersi: “Ideali?! Barbarie e brutalità!?” E il cancelliere, con sguardo compiaciuto: “Esattamente… Ora conosciamo il segreto del potere! Quindi dovete ascoltare le nostre richieste…” Kirk ne ha abbastanza e lo interrompe bruscamente: “Ascoltate le mie, di richieste!” Le guardie delle SS si avvicinano per proteggere il loro capo, ma il Rike-Hitler fa cenno loro di indietreggiare. Kirk continua con foga: “Non so come Spurlos abbia acquisito il suo nazismo, o il suo piccolo Hitler di latta! Né sono autorizzato a fare qualcosa a questo proposito. Ma mi aspetto da lei delle risposte sulla nostra nave, la Magellano! E sarebbe meglio che iniziate a rispondere qui e ora, a meno che non preferiate farlo a bordo della mia nave!”

Il dittatore, vedendo la determinazione rabbiosa di Kirk, si precipita verso l’interruttore dell’interfono: “Voglio il Ministro della Propaganda Steele alla Cancelleria subito!” Al solo sentir nominare quel nome, Kirk reagisce bruscamente. Nel frattempo il cancelliere si affretta a tranquillizzare Kirk: “Tutto ciò che desidera, capitano. Dopo tutto, non siamo tutti fratelli ariani?” Le porte si aprono e una donna bionda, la dottoressa Alana Steele, viene fatta entrare. Indossa un’uniforme nazista Rike: “Cancelliere, ho chiesto espressamente di non farmi chiamare fino a quando…” Kirk si rivolge a lei, fissandola intensamente: “Dottoressa Alana Steele…” Alana gli risponde freddamente: “Dovrei esser felice di rivederla, capitano, ma in questo particolare momento, onestamente non posso dire di esserlo.” McCoy si rivolge a Kirk fissando l’uniforme di Steele: “Dovrebbe essere una dei nostri, Jim?!” Il cancelliere interviene: “Io stesso l’ho nominata Rike onoraria! Come senza dubbio voi avete fatto lui”, indicando Spock, “un terrestre onorario.” Kirk: “Conosco la dottoressa Steele fin dal mio primo incarico. Ho salvato lei e i suoi collaboratori da dei robot che avevano programmato per aggredire gli umani.” Alana gli risponde con aria infastidita: “Quel salvataggio era inutile allora, come lo è quello di oggi!” Kirk, duro: “Questa volta sono qui per avere delle risposte! E in fretta!”. Alana lo affronta con sfida, ma il Rike-Hitler sorride a Kirk con fare rassicurante e si rivolge a lei: “Ministro, questi sono i nostri venerati grandi fratelli terrestri! Vi ordino di rispondere a qualsiasi domanda il capitano le ponga.” Poi, rivolto a Krieg: “Fate in modo che possano parlare in privato!” Mentre Krieg si allontana a fatica, il Rike-Hitler esce dalla stanza da un’altra porta. Steele si avvia verso le porte. Kirk sta per seguirla; viene fermato un momento da Spock, che lancia un’occhiata significativa al comunicatore. Silenziosamente Kirk lo accende e prosegue.

Non appena le porte si chiudono alle loro spalle, Alana si rivolge a Kirk: “Purtroppo, capitano, siete arrivati in una fase critica di un esperimento di inestimabile valore! Devo chiederle di non interferire in alcun modo.” Kirk le risponde fissandola: “Non è meglio che mi dica qual è l’esperimento?” Steele lo guarda in silenzio per qualche secondo, poi gli risponde: “Non mi aspetto che lei capisca fino in fondo. Non può farlo se non ha passato la sua vita, come ho fatto io, a cercare di svelare le cause più profonde del comportamento aggressivo della società umana.” Kirk la interrompe: “E il nazismo è quanto di più aggressivo possa esistere…” “Precisamente! La mentalità dei Rike è perfettamente adatta alla mitologia di Hitler. È il motivo per cui ho chiesto di essere assegnata a Spurlos in primo luogo”. Kirk: “Allora ha introdotto il nazismo su questo pianeta volutamente?” Steele sospira: “No, non deliberatamente. Non ho scelto di far distruggere la Magellano da un meteorite su Spurlos, né di avere i miei alloggi in quella parte della nave che è sopravvissuta all’incidente! Ma quando mi sono ripresa dalle ferite,” mostra a Kirk una cicatrice nascosta dai capelli, “e ho scoperto che i Rike avevano assorbito tutti i miei documenti sul nazismo, non ho fatto nulla per scoraggiare il loro interesse.”

Alana si avvicina a un tavolo, su cui ha lasciato una valigetta rigonfia, e controlla e riordina rapidamente alcuni dei suoi documenti. Kirk continua con sguardo severo: “Forse anche incoraggiandolo un po’? Facendo credere loro che fosse ancora il sistema di governo della Terra?” Alana abbassa lo sguardo: “Forse…” Kirk: “E cosa succederà ora quando diremo la verità ai Rike? E lo faremo!” Steele: “Non le crederanno. Li ho già preparati ad aspettarsi le sue bugie, per proteggere la Terra. Capitano, sto per assistere alla realizzazione di un test che capita una volta in un millennio! Ecco quattro anni di appunti e osservazioni su questa società, e ora sono pronta a misurare le energie della sua forza distruttiva quando farà il suo primo salto nello spazio!

Niente e nessuno potrà impedire il completamento di un esperimento così unico!” Prende la valigetta e si avvia verso un’altra porta di uscita, ma Kirk le sbarra la strada: “Sbagliato, dottor Steele! Consideri l’esperimento come bloccato!” Steele: “Per ordine di chi?” Kirk: “Mio!” Poi continua con voce più calma: “Alana, cosa ci vedi di così unico? Persecuzione e crudeltà, alla Hitler? La prospettiva della sua guerra nello spazio?” Alana: “Sui pianeti c’è sempre stata crudeltà! E Spurlos non fa eccezione! Ma non capisci? Metti da parte i tuoi giudizi morali solo per un momento! Questa è l’occasione per studiare il comportamento sociale aggressivo di massa nella sua forma più pura e virulenta conosciuta in tutta la storia dell’uomo, il nazismo! Per sviscerarlo scientificamente, capirlo, manipolarlo!” Kirk: “…e trovare un posto di potere in esso per Alana Steele!” Lei lo guarda e alla fine scuote la testa, infilando i suoi preziosi fascicoli sotto il braccio: “Sapevo che eri troppo limitato per capire. Peccato, capitano. Avrebbe potuto esserci un posto per lei accanto a me.” Kirk: “Alana! Ti ordino ti tornare a bordo dell’Enterprise immediatamente!”

Alana raggiunge l’uscita; Kirk prova a seguirla, ma viene immediatamente bloccato da due uomini della Gestapo, la polizia segreta nazista. Alana: “Vede, qui non sono soggetta alla sua autorità, capitano.” Kirk: “Non abbiamo ancora finito di parlare…”, ma Alana replica: “Perché non prova con i miei amici della Gestapo? Sembrano ansiosi di parlare con lei.” Detto questo, si volta e lascia la stanza. I due uomini avanzano lentamente verso Kirk, Krieg appare dietro di loro ed esclama: “La sua pistola phaser, capitano. Ora ci spiega come funziona…” Kirk: “Oh, ma è un segreto maresciallo, che non andiamo a raccontare in giro…” In quel momento Kirk cerca di afferrare rapidamente il suo pahser, ma un terzo uomo della Gestapo alle sue spalle lo blocca. Krieg: “Non si preoccupi, le porte e le mura qui sono molto spesse…”

All’improvviso un lampo di luce accecante e del fumo riempiono la stanza. Dal fumo fuoriesce Spock, che attraversa con tranquillità il varco provocato dal raggio lasciando sbalorditi gli sgherri della Gestapo. “Queste porte non sono certo spesse abbastanza per i nostri phaser, come potete vedere…” dice Spock, poi rivolgendosi a Kirk: “Capitano, credo sia meglio che guardi queste”. Passa delle carte a Kirk, che le osserva con attenzione finché non esclama: “Piani di invasione per quattro mondi pacifici nelle vicinanze!” Il capitano attiva il comunicatore e ordina a Scott una scansione immediata della superficie per cercare astronavi armate. Mentre il cancelliere irrompe nella stanza, si sente la voce di Scott provenire dal comunicatore: “Duecentoquattro navi individuate, capitano. Simili alla Magellano, armate con cannoni atomici e bombe nucleari!” Kirk ordina di puntare i phaser su tutte le navi. Il neo-Hitler protesta “Questa è un’interferenza nel nostro mondo! È contro i vostri ordini!” Kirk replica: “Non quando troviamo armi pronte per un’aggressione spaziale!” “Bugie!” gli risponde il Rike-Hitler, “Vogliamo vivere pacificamente! Soprattutto con i terrestri!” Kirk: “Bene. Allora non vi dispiacerà smantellare quelle astronavi per provarlo. Dopo potremo discutere di fratellanza.” Poi aggiunge, fissando Krieg e il cancelliere: “Avete un’ora di tempo per diffondere l’ordine di smantellamento e iniziare a metterlo in atto. Noi saremo a bordo dell’Enterprise, aspetteremo e controlleremo”. Lasciando il Rike-Hitler infuriato, Kirk e i suoi uomini escono dall’edificio.

Mentre si preparano per il teletrasporto, Kirk vede Tulim al lavoro con altri sottoposti per rimuovere le barricate frettolosamente erette dai soldati Rike per circondare la sua squadra di sbarco. Tulim lo guarda e con il suo solito sarcasmo esclama: “Ci lascia vostra Eccellenza? Ritorna alla sua magnifica civiltà?” Interviene McCoy: “Si sbaglia sui terrestri, Tulim! I Rike hanno imitato il peggio di noi, non il meglio!” In quel momento Kirk blocca una guarda delle S.S. che sta intervenendo per far riprendere il lavoro e rivolgendosi a Tulim gli dice: “Se vuole chiedere asilo, posso aggiungere un posto…”, ma Tulim rifiuta: “E che succederà alle altre milioni di persone come me? Forse voi terrestri lo fate, ma io non abbandono il mio popolo.” In quel momento l’Enterprise informa che il teletrasporto è pronto. Kirk, dopo un lungo sguardo a Tulim, risponde: “Ci tiri su, Scotty”.

Tornati a bordo della nave, Spock consegna a Kirk un rapporto su Alana Steele. Kirk lo legge e commenta con rammarico: “Il suo background scientifico è notevole, vero?” Spock: “Sì, capitano. Ma il suo profilo psicologico non lo è. Non è la prima volta che viene coinvolta in esperimenti sociali distruttivi.” Kirk: “Ma il suo lavoro è brillante…” Spock: “Motivo per cui l’Autorità Spaziale ha chiuso un occhio sulla sua instabilità.” In quel momento sopraggiunge McCoy e Kirk gli chiede: “Dottore, è possibile che la ferita alla testa della dottoressa Steele sia alla base delle sue azioni?” McCoy: “Sì, una paranoia sintomatica dovuta a un danno cerebrale, è possibile…” Spock: “Ma irrilevante. Non importa come vogliamo scusare le sue azioni, capitano, ma il risultato è lo stesso.”

Il tempo concesso da Kirk scade, ma dal pianeta non c’è stato alcun segnale. Proprio quando Kirk ordina di puntare i phaser per un primo colpo dimostrativo, arriva una richiesta di comunicazione: “Qui è il cancelliere di Rike. Per evitare un conflitto fratricida con i nostri fratelli ariani, abbiamo deciso di accettare le vostre richieste.” Kirk: “Avremo bisogno di prove!” Il cancelliere risponde: “Naturalmente capitano, manderò il maresciallo Krieg a bordo della vostra nave per firmare un protocollo di disarmo e rimarrà lì finché le operazioni non saranno completate. Può essere soddisfacente?” Kirk guarda sospettoso Spock, che lo informa: “I nostri sensori hanno individuato Krieg: si trova solo in mezzo alla piazza e non ha nulla con sé.” Kirk risponde: “D’accordo. Sala teletrasporto, agganciate Krieg e trasportatelo a bordo.” e insieme a Spock lascia la plancia.

Scott e i tecnici sono al lavoro sulle loro consolle, quando Kirk e Spock entrano in sala teletrasporto. La figura di Krieg comincia a materializzarsi, ma Spock esclama: “Capitano, c’è qualcosa che non va! Esplosivi!” Krieg srotola un cavo da sotto al colletto; strappa l’uniforme per rivelare un dispositivo, collegato alla sua rigida gamba artificiale: “Fermi! Se spezzo questo cavo, esplode!” Kirk e Spock si bloccano a un solo passo da lui. Kirk: “Un bluff?” Spock: “No. tetragelignite nella sua gamba artificiale. Controllata da un campo magnetico… una bomba molto potente sul punto di detonare.” Krieg: “Sotto il controllo della mia volontà. Ora voi ubbidirete al nostro ultimatum di resa, altrimenti metà della vostra nave salterà in aria!” Kirk: “E lei con essa!” Kreig: “Sapendo che porterò con me i nemici dei Rike, salterò felicemente nell’oblio!”. Dissolvenza a nero.

Atto III

“Diario del capitano, data astrale 3312.7. Sono caduto in una trappola e ho portato una bomba vivente suicida a bordo della nave. Qualunque tentativo di disarmare il maresciallo Krieg causerà la detonazione immediata dell’ordigno…”

Krieg con la pelle lucida e un’espressione di dedizione suicida è circondato dall’equipaggio dell’Enterprise, che mantiene una distanza prudente. Un groviglio di fili esce da sotto il suo cappello e colletto, unendosi in un cavo collegato al meccanismo esplosivo. In plancia, Sulu, Uhura e gli altri membri dell’equipaggio ascoltano attentamente la voce di Alana Steele che arriva via radio: “Capitano, sono spiacente per l’azione che si è resa necessaria contro la sua nave, ma deve capire che non posso permettere che niente termini l’esperimento proprio in questa fase.”

Agli uomini dell’Enterprise è stata concessa un’ora per arrendersi. In sala riunioni vengono valutate tutte le possibili opzioni. Spock: “Ci rimangono 41 minuti…” DeSalle: “Attacchiamo rapidamente Krieg. Non può attivare il suo dispositivo con i capelli…”, ma Spock ribatte: “Temo che sia ancora più efficace: Krieg può attivare il dispositivo istantaneamente solo interrompendo i suoi impulsi mentali.” Kirk: “Un ‘controllo a immagine mentale’. Ricordo il gruppo di test della dottoressa Steele sui robot…” Spock spiega: “Tutti i computer della nave stanno lavorando a velocità massima per riuscire a simulare le immagini mentali di Krieg, per poter cortocircuitare il suo controllo”, ma McCoy interviene: “Il cervello di un qualsiasi umanoide è uno dei fenomeni più complessi dell’universo… quanto tempo ci vorrà?” Spock: “Certamente più di un’ora, ammesso che sia possibile farlo.” DeSalle: “Ma quale altra opzione ci resta? Potremmo colpire i Rike il secondo prima di saltare in aria…” Kirk conclude: “Ce n’è un’altra signor DeSalle. Quella di arrendersi.” Dopo qualche istante di incredulità tra gli astanti, continua: “Signor Scott, avvisi i rifornimenti della nave: abbiamo del lavoro extra per i replicatori. Uhura, mandi questo messaggio alla Cancelleria: ci prepariamo allo sbarco per negoziare i termini della nostra resa.”

Le esigenze di attori e di set riportate nel documento preparato da Schneider.

La squadra di sbarco, dopo esser stata perquisita, vien lasciata entrare nella sala riunioni della Cancelleria alla presenza del Rike-Hitler. Alzando il braccio il capitano esclama: “Heil Hitler!”. Kirk e i suoi uomini indossano tutti l’uniforme nazista. Il Rike-Hitler è sospettoso: “La avverto capitano, posso inviare il segnale a Krieg in qualsiasi momento.” Kirk risponde: “Da un ariano a un altro, le assicuro che non sarà necessario.” Il Rike-Hitler risponde: “Così ora lo ammette: gli ideali di Adolph Hitler dominano la Terra.” Kirk: “Come hanno sempre fatto dal giorno in cui il nostro leader ha conquistato il pianeta.” Sul retro vediamo Tulim, intento a riparare i danni fatti alla porta in precedenza, che guarda la scena con disapprovazione, finché una guardia non lo colpisce per farlo tornare a lavorare. McCoy fa per avvicinarsi, ma Kirk lo trattiene senza farsi notare. Il Rike-Hitler prosegue: “E perché ce lo avete nascosto?” Kirk risponde: “Credo che conosca la ragione, cancelliere.” Il Rike-Hitler risponde prontamente: “Temevate che avessi scoperto il segreto della forza della Terra…” Kirk “Esattamente. Ma non siamo riusciti a ingannarvi, neanche con le nostre finte uniformi.” Al capitano e ai suoi uomini vengono controllati i documenti, tutti in regola. Kirk prosegue: “Siamo tutti dei buoni ufficiali nazisti, che viaggiano su una buona nave nazista, sotto l’emblema della svastica.” Dopo aver guardato le sue mappe il cancelliere replica: “Perché dovrei anche solo negoziare con voi, capitano? Con Krieg a bordo dell’Enterprise ho il coltello dalla parte del manico!” Kirk lo blandisce: “Ammiro la vostra astuzia, cancelliere. Veramente degna del nostro stesso Adolf sulla Terra. Ma, dopo tutto, siete solo un gruppo di neo-nazisti su Spurlos. Perché noi della Federazione Unita dovremmo anche solo considerare un’alleanza con voi?” Il Rike-Hitler ribatte: “Non ho parlato di alleanze! Prima dovete consegnare la vostra nave!” Kirk sorride sarcastico: “Credete davvero che lo faremmo, senza alcune garanzie?” Il Rike-Hitler gli risponde infuriato “Ordinerò la vostra distruzione!” E Kirk: “E poi dopo cosa farebbe? No, cancelliere, non mi convince. Però con il suo permesso potrei contattare i miei superiori, e convincerli che un regime nazista così forte merita il suo posto nella nostra Federazione.” Gli occhi del neo-Hitler scrutano Kirk. Finalmente, si gira a guardare le enormi mappe stellari e si strofina le mani: “Capitano, avete visto i miei piani futuri. Vi autorizzo a trasmetterli come mia richiesta! E ricordi ai suoi superiori cosa succederà a lei e alla sua nave se otterrò una risposta di rifiuto. Esigo una risposta oggi stesso. Entro un’ora da adesso!” “Trasmetterò subito il messaggio!” gli risponde Kirk. Il dittatore si rilassa poi si rivolge a Kirk: “Andiamo capitano, non sia così cupo… le offro la mia ospitalità. Le farò vedere che noi Rike abbiamo appreso correttamente il protocollo. Nell’attesa che passi l’ora, daremo un ricevimento in vostro onore qui alla Cancelleria.”

A bordo dell’Enterprise Krieg si trova ancora in sala teletrasporto in stoica attesa. A sua insaputa i tecnici di fronte a lui lo stanno scansionando dietro istruzioni di Scotty e Spock. L’obiettivo è quello di creare una copia cibernetica della mente di Krieg. Giunge una comunicazione da Kirk: “Situazione, signor Spock?” Spock: “La Commissione Spaziale ci sta mandando tutte le navi della zona, ma la più vicina non arriverà che tra una settimana. I nostri computer stanno processando i dati della mente di Krieg.” Kirk: “Tempo stimato per i computer?” Spock: “Non le saprei dire se ci vorranno ancora 30 minuti o 30 anni.”

Kirk sta parlando di nascosto durante il ricevimento, coperto dalla musica che viene diffusa dagli altoparlanti. Improvvisamente il cancelliere gli si avvicina: “Ebbene? Una risposta?” Interviene McCoy: “Non è passato abbastanza tempo.” Il Rike-Hitler replica: “Né rimane abbastanza tempo a voi. Avete meno di mezz’ora!” Kirk: “Ho fatto del mio meglio” Il Rike-Hitler “Me lo auguro capitano. E spero per entrambi che arrivi in tempo utile una risposta positiva. Presto farò un discorso di vittoria al mio popolo Rike. Vorrei annunciargli che la Terra riconosce il nostro potere e si piega alle nostre richieste.”

Alana giunge alla festa, vede Kirk e la sua squadra e si rivolge immediatamente al Rike-Hitler: “Posso chiedere cosa stanno facendo con queste uniformi? Cancelliere, questo è una specie di inganno! Non sono veri nazisti!” Il Rike-Hitler: “Ha delle prove, ministro?” Alana: “E se vi dicessi che sono stati visti fraternizzare con i sottoposti…” Il Rike-Hitler: “Un’accusa molto seria, tradimento.” In quel momento entrano gli uomini della Gestapo portando Tulim con loro. Alana lo indica: “Ho visto il capitano Kirk fraternizzare con questo individuo!” Poi si rivolge a Kirk: “Lo nega?” Kirk sbuffa: “Non mi interessa negare questa accusa”, poi si rivolge al cancelliere: “Senta, vuole ottenere un trattato favorevole con il mio governo? O lanciare accuse contro di me?” Il cancelliere riflette un momento e poi prende la sua decisione: “Soprassiederò su questo fatto. Per quanto riguarda il sottoposto, risolveremo la questione rapidamente. Portatelo fuori e giustiziatelo.” Tulim si raddrizza con aria di sfida. McCoy guarda Kirk con aria supplichevole: “Jim!” Kirk, impotente, scuote la testa verso McCoy, facendogli segno di non interferire. Tuttavia, mentre la guardia sta per portare via Tulim, McCoy aggredisce l’uomo delle SS sferrandogli un pugno. Gli altri uomini della Gestapo immobilizzano immediatamente il dottore, e il cancelliere ordina pieno di rabbia: “Sparategli!” Kirk si mette immediatamente davanti a McCoy, “Nessuno punisce i miei ufficiali tranne me!” Il Rike-Hitler risponde: “Molto bene, allora lo faccia lei stesso” e con on calma, prende la pistola di una guardia e la porge a Kirk: “Le ordino di eseguire la punizione immediatamente!” Kirk lentamente alza a pistola verso McCoy, mentre gli uomini della Gestapo si allontanano e… dissolvenza a nero.

Atto IV

Kirk ha la pistola puntata di fronte a lui. Tutti lo guardano in attesa, Alana mostra un ghigno di soddisfazione per aver messo il capitano in una situazione impossibile. Il Rike-Hitler esclama: “Capitano se si rifiuta di eseguire la condanna…”, ma non riesce a finire la frase. Con il calcio della pistola Kirk colpisce il tenente della Gestapo aggredito da McCoy e lo stende a terra, insieme ad altri suoi uomini. Con calma, si rivolge al cancelliere e gli riconsegna la pistola: “La punizione è stata portata a termine.” Il Rike-Hitler replica: “Il suo uomo doveva esser punito!” Kirk: “Per cosa avrei dovuto punire il mio ufficiale medico? Per aver protetto il suo comandante dalle accuse di tradimento di questi porci insubordinati?” Il cancelliere risponde sorpreso: “Ma sono uomini fidati delle SS!” Kirk, sbuffando: “Vi chiedo per quanto tempo ci si possa fidare di loro… Attaccare così un ufficiale superiore! Quanto tempo pensate, con questa gente che lei considera fidata, che sarebbe durato il primo Adolph Hitler?” Il cancelliere riflette e studia il volto di Kirk. Alla fine annuisce: “Le concederò il beneficio del dubbio… ammiro questa sua pura logica nazista! Per altri otto minuti la ammireremo!” Poi ordina di portare via dalla sua vista Tulim e gli ali uomini della Gestapo. Alana rimane a fissare il capitano con uno sguardo al tempo stesso irritato e ammirato: “Molto ingegnoso, capitano. Ha già contaminato quello che prometteva di essere il mio straordinario esperimento…” Kirk gli risponde beffardo: “Scusate il disturbo…” Alana: “Fortunatamente, credo di poter ancora riparare i danni causati dalla sua interferenza.”

Diario del capitano, data astrale 3312.9. Parla il primo ufficiale Spock, a rapporto per conto del capitano Kirk. La nave è ancora sotto la minaccia di un’imminente distruzione grazie alla bomba controllata mentalmente dal Rike maresciallo Krieg. Scopriremo presto se possiamo realizzare una simulazione dei suoi schemi mentali per disattivare l’ordigno, ma abbiamo bisogno di altro tempo e l’ultimatum di un’ora che ci è stato concesso è scaduto.”

Nella cancelleria il Rike-Hitler è ormai giunto al limite: “Il suo tempo scade, capitano! E anche la mia fiducia e la mia pazienza! La sua nave muore!” Kirk, sempre mantenendo la calma: “Forse hanno una risposta. Capitano Kirk, chiama l’Enterprise. Non ha ancora una parola per noi, signor Spock? Non possiamo rimandare oltre…” Spock ordina a Uhura di mandare un messaggio in codice dicendo che ha bisogno di altri 5 o 10 minuti. Kirk ascolta i segnali provenienti dal suo comunicatore, mentre il Rike-Hitler lo osserva con tensione. Kirk annuncia: “La risposta della nostra Autorità Spaziale sta arrivando in questo momento…” e continua ad ascoltare pazientemente. I sospetti del cancelliere sono sempre più forti: “La risposta, capitano… Un semplice sì o un no… Subito!” Kirk non dice nulla finché il Rike-Hitler non raggiunge il limite: “Basta! Sono stanco di aspettare! Ordino che…” Ma Kirk lo interrompe: “La risposta è positiva, cancelliere! Significa un accordo! Un grande asse tra le nostre potenze! Questi sono i dettagli…” Il Rike-Hitler batte i piedi e fa un piccolo salto di gioia: “Discuteremo i dettagli più avanti, dopo aver confermato l’accordo con i suoi superiori. Parlerò direttamente con loro!”. Allunga la mano per prendere il comunicatore di Kirk, ma questi senza darglielo: “Naturalmente, hanno un’unica condizione…” “Non accetto condizioni!” esclama il cancelliere.  Kirk: “Ma si tratta di una condizione molto piccola, cancelliere, coinvolge solo il ministro Steele.  I miei superiori insistono che accettiate di consegnarcela.” Il Rike-Hitler lo incalza: “È il mio ministro della propaganda e una fedele nazista dei Rike!” Kirk: “Nazista o no, per noi è una traditrice che ha violato i nostri segreti di sicurezza! I miei superiori si rifiutano di trattare con un governo che ha con sé una traditrice.” Il cancelliere gli risponde con durezza: “Allora darò ordine che venga distrutta la vostra nave!” Kirk: “Solo questa persona si frappone tra voi e un impero galattico! Ne vale la pena, cancelliere?”. Il Rike-Hitler lo fulmina con lo sguardo, inizia a rispondere, ma si ferma. Si gira e guarda pensieroso verso la signora Steele.

A bordo dell’Enterprise Spock e Scotty sono pronti ad attivare il simulatore che dovrà disinnescare l’ordigno. Scotty: “Abbiamo analizzato tutti i possibili errori?” Spock: “Non c’è tempo, il capitano ha detto che la situazione su Spurlos è critica. Il raggio dovrà inserirsi in quel cavo al primo tentativo.” Scotty risponde: “Ma se non riuscissimo, se abbiamo calcolato male anche un singolo fattore, questa nave salterà in aria!” Spock: “È un rischio che dobbiamo correre: attivi il simulatore!”

Un uomo della Gestapo entra nella stanza della Cancelleria dove si trovano il Rike-Hitler con Kirk e i suoi uomini, e consegna al cancelliere un fascicolo voluminoso che riconosciamo essere quello appartenente alla dottoressa Steele. Alana interviene: “Che cosa sta facendo con i miei appunti?” Il Rike-Hitler: “Silenzio! Le proibisco di parlarmi! Non voglio più sentire una parola da questa traditrice non ariana, da questa sottoposta!” Alana è incredula, interviene Kirk: “Mi spiace Alana, ho detto al suo capo che le autorità terrestri si rifiutano di trattare finché un traditore fa parte del regime.” Il Rike-Hitler sempre più infuriato verso Alana: “Chi è lei per frapporsi al destino dei Rike? Un alieno senza valore che ha già tradito i suoi primi superiori.” Alana risponde: “Mi ridia i miei appunti. La stanno raggirando…” Il Rike-Hitler: “Lei credeva di avermi raggirato! Lei credeva che non avrei scoperto tutti gli insulti che sono scritti in queste carte! Bruciate tutto! Portatela via e giustiziatela subito!” Poi rivolgendosi a Kirk: “Questo dovrebbe accontentare i suoi superiori.” Kirk, vedendo che la situazione sta degenerando interviene: “No, le autorità terrestri la vogliono per il processo!” Il Rike-Hitler: “Lei è un mio soggetto! Ora è il mio turno di mostrarle come si infliggono le punizioni! Liberatevi di lei, immediatamente!” Questa volta è McCoy a intervenire: “Mi spiace, ma lei è una dei nostri! Dobbiamo proteggerla!” Il Rike-Hitler ribatte: “Come osa ostacolare un mio ordine? Uccideteli entrambi!” Kirk, vedendo le guardie alzare le loro mitragliette verso McCoy, fa l’unica cosa possibile per prendere ancora tempo: salta addosso al cancelliere mettendogli le mani al collo. Immediatamente le guardie lo afferrano e lo bloccano. Il Rike-Hitler finalmente ha capito di esser stato ingannato: “Allora questo è il trattamento che i voi terrestri avevate in serbo per me…” Kirk, ormai all’angolo, risponde: “Non facciamo accordi con gli assassini!” Il Rike-Hitler strappa il comunicatore a Kirk ed esclama: “Anche queste, tutte bugie” e colpisce il capitano con entrambi i pugni mentre le guardie lo tengono immobilizzato. In quel momento dal comunicatore si sente la voce di Spock che esclama: “Capitano, abbiamo un piccolo regalo per lei.” In un bagliore di luce, compare nella stanza il maresciallo Krieg, con un’espressione di sconfitta e dei cavi penzolanti attorno al collo. Kirk e i suoi uomini approfittano dell’istante di confusione per liberarsi, e inizia un combattimento corpo a corpo tra i nazisti e la squadra di sbarco. Alla fine Kirk e gli altri sono costretti a indietreggiare verso un angolo della stanza. Il cancelliere si dirige verso un microfono sul tavolo e lo attiva: “Soldati Rike, qui è il vostro leader! Venite in mio soccorso!” Non appena ha pronunciato queste parole, una tremenda esplosione scuote l’intero edificio. Quando il polverone si dissolve, un tenente delle SS entra di corsa nella stanza, visibilmente agitato, urlando: “Cancelliere! Duecento razzi distrutti sulle piattaforme!”.

La notizia ha un effetto immediato: i nazisti gettano le armi e alzano le mani in segno di resa. La grande piazza di Spurlos vede un’enorme adunata di gente. È la voce di Kirk quella che risuona: “Popolo di Spurlos, la vostra gente è stata male informata sui terrestri, inducendola a copiare non la nostra vera forza, ma un’antica malattia distruttiva chiamata Nazismo… Il vostro ministro della propaganda Steele vi dirà di più.” Kirk conduce Alana al microfono. Quando finalmente parla, la sua voce è bassa: “È vero… Gli ideali nazisti, militarismo, razzismo, fanatismo, tutti questi concetti sono stati sepolti nelle loro rovine sulla Terra molto tempo fa… Ammetto di aver mentito alla gente di Rike.”

Mentre gli uomini delle SS, presi dal panico scappano e gettano via le armi, Kirk esce dall’edificio; sentiamo gli urli rabbiosi della folla che aumentano fino a diventare un crescendo. Alcuni prigionieri si arrampicano sul monumento per strappare via le svastiche e le foto di Hitler. Tulim e altri ex prigionieri avvicinano alla Cancelleria. Kirk si fa avanti e con Tulim si scambiano uno sguardo di reciproco rispetto. Tulim allunga esitante la mano e Kirk la stringe, chiedendo: “Avete bisogno del nostro aiuto o della nostra consulenza?” Tulim gli risponde: “Solo una cosa: raccontateci cosa avete fatto voi con i vostri nazisti, dopo il suo Hitler sulla Terra”. Kirk: “Per i pesci piccoli, riabilitazione. Per i pesci grossi: un processo. Per il resto di noi, una lezione di storia da non dimenticare.” Kirk fa un cenno al suo equipaggio, compresa una sconsolata Alana Steele, di prepararsi per il teletrasporto. Quindi si rivolge nuovamente a Tulim: “Addio!” Poi, al comunicatore: “Ci porti su, signor Scott!” La squadra scompare in uno scintillio di luce e… dissolvenza a nero.

FINE

La conclusione della sceneggiatura di 63 pagine scritta da Schneider.

Come anticipato, Schneider aveva proposto il suo soggetto nel dicembre 1966, il 13. Già tre giorni dopo arrivarono i primi riscontri: il 16 dicembre, il responsabile della produzione della NBC Stan Robertson scrive a Gene Coon: “Per favore date indicazioni allo sceneggiatore affinché non cada nella comprensibile tentazione di farlo diventare un episodio esclusivamente parlato e filosofico.” Con queste istruzioni Schneider iniziò a stendere una sceneggiatura, che consegnò il 20 gennaio del 1967. Le reazioni da parte dello staff di Star Trek non furono incoraggianti. Dorothy Fontana scrive a Coon: “Ecco un altro pezzo tutto parlato con uno sviluppo della trama inverosimile. Raccomando una completa ristrutturazione dall’atto II in poi.” In quello stesso giorno, anche Robert Justman, con il suo consueto umorismo, scrive: “L’idea alla base della sceneggiatura mi piace molto, ma non credo che l’autore si sia reso conto del potenziale che potrebbe esser realizzato. Invece si è reso conto benissimo di tutto il potenziale nel farci spendere soldi.” A Schneider fu chiesta una prima riscrittura, che l’autore consegnò il 3 marzo 1967 ed è quella di cui vi abbiamo presentato la narrazione (anche se il documento riporta la dicitura ‘first draft’, ovvero ‘prima versione’). Su questa riscrittura Fontana fu meno severa, anche se c’era un dettaglio che proprio non riusciva a digerire. Scrive a Coon: “Per favore cambiate il titolo. È una supplica di cuore che viene dal profondo del mio animo. Ogni volta che leggo questo titolo (“Tomorrow the Universe”) mi viene in mente un serial cinematografico della Republic degli anni ’30.” Justman invece fu molto più critico nel suo giudizio. Qualche giorno dopo anche lui scrive a Coon: “Questo è indubbiamente un minimo storico per uno sceneggiatore professionista. Non riesco a capire perché continuiamo a farci punire da persone che ci hanno già causato tanti problemi in passato.” Justman si riferisce ai due episodi firmati in precedenza da Schneider, “La Navicella invisibile” e “Il cavaliere di Gothos”, che avevano subito diverse riscritture. Continua Justman: “La sceneggiatura è costruita malamente. Le caratterizzazioni sono poco credibili e vaghe. I dialoghi sono nauseabondi e la maggior parte delle scene di azione non è filmabile. Gli effetti speciali sono incredibilmente costosi.” Seguì un incontro tra Gene Roddenberry e Paul Schneider, nel quale il creatore di Star Trek spiegò in dettaglio tutte le problematiche presenti nella sceneggiatura. Schneider si mise nuovamente al lavoro e ne consegnò una nuova versione il primo giugno. Fontana la trovò “molto migliorata” rispetto alla precedente, ma Justman ancora una volta non condivideva affatto questo giudizio positivo. Scrive a Coon: “La sceneggiatura è cambiata, ma non è migliorata in alcun modo. Penso che abbiamo raggiunto un nuovo minimo storico.” Nel frattempo Coon, all’insaputa del resto dello staff, aveva assegnato a John Meredyth Lucas lo sviluppo di un’altra storia incentrata su un pianeta alieno nazista, “Patterns of Force”. Quando una prima versione del soggetto fu distribuita, tutti furono colti di sorpresa, ma la reazione a questa nuova storia, sviluppata autonomamente da Lucas, fu decisamente migliore di quella che avevano riservato alla sceneggiatura di Schneider. A questo punto, non avendo senso portare avanti due storie incentrate sui ‘nazisti spaziali’, fu deciso semplicemente di abbandonare la sceneggiatura di quest’ultimo a favore di “Patterns of Force”.

L’altro episodio sui ‘nazisti spaziali’, scritto autonomamente da John Meredyth Lucas: “Gli schemi della forza”.

Leggendo il lavoro di Schneider, il giudizio di Justman appare senz’altro troppo severo, mentre quello di Fontana più condivisibile (Star Trek avrebbe toccato ben altri minimi storici nella terza stagione). Se è vero che la storia è abbastanza semplicistica e le caratterizzazioni rimangono superficiali, questo può esser detto in egual misura anche di “Patterns of Force”. Il messaggio comunque conserva la sua forza e la struttura della storia segue molto il format standard della serie originale di Star Trek. D’altro canto, i due episodi che aveva firmato in precedenza Schneider, “La Navicella invisibile” e “Il cavaliere di Gothos”, non a caso rimangono tra i più amati della serie, in particolare il primo dei due ha avuto ripercussioni profonde in tutta la storia di Star Trek fino ad arrivare al recente omaggio di Strange New Worlds. “Patterns of Force” alla fine fu prodotto come 23esimo episodio della seconda stagione (“Gli schemi della forza” in italiano). Le due storie presentano senza dubbio delle similitudini: in entrambi gli episodi vediamo una società aliena che copia la Germania di Hitler, abbiamo un osservatore culturale della Federazione e naturalmente vediamo l’equipaggio dell’Enterprise in uniforme nazista (ma questo, data la premessa, era in qualche modo un passaggio obbligato). Al di là di queste similitudini, lo sviluppo delle due storie è molto diverso: come già accennato, John Meredyth Lucas era partito da tutt’altra idea, ovvero quella che il modello nazista potesse essere spogliato dei suoi elementi di violenza per diventare un modello di efficienza e funzionalità (fatto tra l’altro ampiamente smentito dagli storici moderni), mentre manca totalmente l’idea dell’esperimento sociale che permea la storia di Schneider. Questi, quando venne a conoscenza di “Patterns of Force”, non mancò di cogliere le similitudini con la sua sceneggiatura, tanto che presentò un richiesta di arbitrato alla Writer’s Guild (l’associazione che protegge gli sceneggiatori americani), ritenendo che il suo lavoro fosse stato usato utilizzato senza dargli il giusto riconoscimento. La Guild però si espresse a suo sfavore, giudicando (giustamente) le due storie sufficientemente diverse tra loro. Alla fine Paul Schneider scrisse una lettera di scuse a Roddenberry, anche se in seguito non sceneggiò più nessun episodio della serie. Tornò alla saga solo in negli anni ’70, firmando l’episodio della prima stagione della serie animata “The Terratin Incident” (“L’avventura su Terratin”). Evidentemente serbava ancora del rancore per quanto accaduto, infatti nella sua copia personale della sceneggiatura di “Tomorrow the Universe” sopra era attaccata una nota che diceva: “La mia prima bozza originale (non prodotta, ma successivamente copiata senza darmi credito).”

L’unica altra sceneggiatura scritta da Paul Schneider per Star Trek: l’episodio della serie animata anni ’70 “L’avventura su Terratin”.

[1] Letteralmente “saluto alla vittoria”, uno dei saluti nazisti.

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