Rogue One: davvero è il miglior Star Wars di sempre?

Star Wars è finalmente entrato appieno nella sua “fase due”, con il primo dei film spin-off. Rogue One è stato accolto con entusiasmo da fan e critica eppure qualche problema da risolvere ancora c’è.

This is Rogue One.(Bodhi Rook)

Siamo ormai entrati in una nuova era per la saga di Star Wars: dopo anni di siccità ora abbiamo un nuovo film ogni Natale. La Disney ha rimesso in moto la fantastica macchina creata da George Lucas e promette di andare avanti così almeno fino al 2020. Per non parlare della serie TV in CGI, dell’universo espanso, del parco a tema in costruzione e chi più ne ha più ne metta.

Da pochi giorni in sala il primo di quelli che originariamente sarebbero dovuti esser chiamati “Star Wars Anthology”. A quanto pare i dirigenti Disney hanno stabilito che negli USA la parola “anthology” (antologia) non è sufficientemente nota, per cui questi capitoli avranno il suffisso “A Star Wars Story”. Ed eccoci quindi a parlare di “Rogue One: A Star Wars Story” per il quale la definizione di “spin-off” è la più appropriata. Strettamente legato alla trama della saga principale ne segue una storia parallela, incentrata su nuovi personaggi.

Recensione (con spoiler)

Quella che segue è la recensione del film, e contiene spoiler importanti. Non proseguite la lettura se non volete rovinarvi la sorpresa.

Trama

La critica, il pubblico e gli appassionati hanno tutti accolto calorosamente questo nuovo capitolo. Ancora scottati da Episodio 7 lo scorso anno, rivelatosi per molti una cocente delusione, Rogue One colpisce per la sua originalità (la cui mancanza era proprio il problema principale di Episodio 7). Il film racconta gli aspetti più crudi della ribellione, dove anche i “buoni” a volte fanno cose “cattive” e il lieto fine è tutt’altro che scontato. Quindi originale, con molte scene da brividi lungo la schiena, come la Morte Nera che eclissa il sole di Jedha, coraggioso nel finale, senz’altro migliore di episodio 7 e dei prequel, ma qualcosa ancora non funziona. E questo qualcosa si chiama sceneggiatura.

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Personaggi

Partiamo dai personaggi. A parte Jyn, la protagonista principale, nessun degli altri cattura veramente. Cassian, che pure dovrebbe mostrare il lato oscuro dei ribelli, uccide Jedha un seguace di Gerrera senza alcun motivo. Abbiamo capito che volendo sa anche essere un killer, lo avete già mostrato una volta, ma quel gesto, oltre ad uccidere qualcuno che combatte per la sua stessa causa, non ha alcun senso e mette in pericolo l’intera squadra. Il droide K-2SO, che forse doveva sciorinare statistiche catastrofiche come C-3PO, ispira ben poca simpatia e sembra sempre seccato.

Il monaco cieco Chirrut Îmwe non offre alcun approfondimento sulla filosofia della forza, e arriva a pregare affinché i soldati imperiali sbaglino mira (ma forse non è necessario, sappiamo che con quei caschi gli imperiali hanno già una pessima mira per conto loro).

Lo stesso Gerrera sembra solo un vecchio pazzo esaltato: perché deve torturare in quel modo il povero disertore che gli ha portato informazioni vitali per la ribellione? Perché una volta che le ha apprese non avvisa subito gli altri ribelli, meno estremisti di lui, ma pur sempre ribelli? Perché ha abbandonato una ragazzina a se stessa dopo averla protetta per una decina d’anni? Anche il povero Bodhi Rook, dopo che ha rischiato la vita disertando l’Impero per portare informazioni ai ribelli, dopo che viene maltrattato e dato in pasto a una creatura che teoricamente dovrebbe farlo impazzire (ma poi non si sa perché non accade), ha ancora voglia di sacrificare la propria vita per la causa? E soprattutto: perché Galen, al messaggio olografico che manda a Gerrera (con tanto di discorso lacrimevole rivolto alla figlia, senza poter prevedere che la figlia lo avrebbe effettivamente visto) non allega anche i piani della Morte Nera? L’ha progettata lui, i piani da qualche parte dovrebbe averli. Perché costringere i ribelli a una missione suicida per recuperarli?

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L’idea di un punto debole inserito appositamente nella Morte Nera è una delle migliori dell’intera saga e pone fine a decenni di dibattiti su come fosse possibile che una macchina da distruzione così potente potesse avere una falla così clamorosa (la seconda Morte Nera che costruisce l’Impero era protetta un po’ meglio, mentre nella terza – che cambia nome in “Starkiller” – ci mettono nuovamente la falla della prima, giusto per rispettare la tradizione). Solo che questa svolta narrativa viene quasi sprecata. Avrebbe dovuto essere il punto focale del film, alla fine del secondo atto. Immaginate un confronto tra Jyn e il padre che si rivedono dopo anni: lei pensava fosse morto e ora lo odia a tal punto da volerlo uccidere poiché ha scoperto che proprio lui è l’artefice dell’arma di distruzione di massa più potente che sia mai stata concepita. E lui gli svela che è stato obbligato a farlo, ma proprio per salvare l’Alleanza l’ha dotata di un punto debole, ma poi viene ucciso prima che possa consegnare i piani. Avrebbe reso la rivelazione molto più pregnante (quasi come “io sono tuo padre”).

Forse è chiedere troppo: suppongo che una sceneggiatura che passa per così tante mani, la prima versione è stata scritta da John Knoll, poi passata a Gary Whitta, sostituito da Chris Weitz, e infine da Tony Gilroy, sia destinata a perdere un po’ di coerenza e omogeneità. Senza contare le modifiche importanti che ci sono state a film ultimato, che hanno portato a quattro settimane aggiuntive di riprese. L’impressione è che lo sviluppo e le motivazioni dei vari comprimari ne abbiano risentito. Rimane comunque un bel passo avanti rispetto alle ultime produzioni, per cui continuiamo così, che la forza sia con noi.

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Bonus

Le numerose modifiche fatte al film in corso d’opera hanno fatto si che nella versione finale manchino molte delle scene (alcune anche suggestive) che erano state viste nei trailer. Se siete curiosi questo video raccoglie tutte le scene presenti solo nei trailer e non nel film.

Per i collezionisti completisti questo video raccoglie tutti i (numerosi) trailer e featurette sul film resi disponibili fino ad oggi (ben 55 minuti!).

Ai seguenti link invece tutto il materiale che è stato reso disponibile alla stampa in italiano.

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