Lost Trek

La scena perduta da Star Trek – The Motion Picture.

Il primo film di Star Trek, Star Trek – The Motion Picture uscito nel 1979 a dieci anni dalla chiusura della serie televisiva, ebbe il compito di dimostrare al mondo che la saga era ancora viva nei cuori degli appassionati e che Star Trek aveva un futuro. Oggi, dopo che Star Trek ha festeggiato il suo 50esmio anniversario, questo può apparire scontato, ma all’epoca non lo era affatto.

La locandina italiana del primo film di Star Trek.

La genesi del film fu quanto mai travagliata, con molti progetti, tra cui quello di una nuova serie TV, giunti a un passo dalla realizzazione e poi abbandonati. Ma anche dopo che la Paramount si era chiarita le idee e la produzione del film era avviata, la lavorazione fu tutt’altro che semplice. I continui contrasti creativi tra il creatore della saga Gene Roddenberry e l’autore della sceneggiatura Harold Livingston si riflettevano in continui rimaneggiamenti della trama, tanto che, anche dopo che le riprese furono iniziate, il film non aveva ancora un finale, e non era insolito per gli attori ricevere il proprio copione modificato più volte nel corso della giornata.

Harold Livingston e Gene Roddenberry hanno combattuto fino all’ultimo sangue sulla sceneggiatura di Star Trek – The Motion Picture.

Anche dietro la macchina da presa le cose non andarono meglio: da un punto di vista visivo il film era enormemente ambizioso e la Paramount si aspettava delle sequenze di effetti speciali che avrebbero strabiliato il pubblico, più di quanto non avesse fatto George Lucas con il suo Guerre stellari che da poco aveva rilanciato la fantascienza al cinema. Gli effetti speciali furono inizialmente affidati alla Robert Abel & Associates (RA&A), la compagnia del pioniere degli effetti visivi Robert Abel. Anche se la RA&A non aveva praticamente alcuna esperienza di effetti speciali cinematografici prima di allora, si era costruita una reputazione abbastanza solida nel campo della pubblicità. Tuttavia nel corso del 1978 la situazione degenerò rapidamente. A fronte delle continue richieste di aumento di budget, giustificate anche dalle continue modifiche alla sceneggiatura, per la fine dell’anno Robert Abel non aveva ancora una singola scena di effetti speciali pronta. Nel febbraio 1979, la RA&A fu esclusa dal progetto e il mese seguente gli effetti speciali furono affidati ufficialmente al veterano Douglas Trumbull, che aveva già lavorato a 2001 – Oddissea nello spazio e Incontri ravvicinati del terzo tipo, tramite la sua compagnia FGC. Con la data di uscita assolutamente intoccabile fissata per dicembre 1979, Trumbull si trovò nella difficile situazione di dover girare tutte le sequenze di effetti speciali da zero. Incerto sulle possibilità di riuscita, coinvolse anche la compagnia Apogee, Inc. del suo allievo John Dykstra, con il quale aveva lavorato in 2002 – La seconda odissea. Nei mesi successivi entrambe le compagnie (alle quali si aggiunse anche il laboratorio di modellistica Entertainment Effects Group) lavorarono senza sosta, sette giorni su sette per riuscire a realizzare le sofisticatissime sequenze previste nel film. Gli effetti speciali furono completati solo una settimana prima dell’uscita e lo stesso Trumbull, non avendo preso neanche un giorno di riposo per quattro mesi ebbe un esaurimento nervoso al termine del lavoro che lo costrinse a rimanere ricoverato in ospedale per 10 giorni. Il regista Robert Wise completò il montaggio solo il giorno prima dell’uscita e fu lui stesso a portare le “pizze” appena stampate per l’anteprima il 6 dicembre 1979 al K-B MacArthur Theater di Washington.

Gli elaborati effetti speciali del film furono uno dei principali motivi del ritardo con cui fu completato.

Una delle scene che Trumbull si trovò a dover rigirare è la sequenza in cui Spock esce dall’Enterprise e penetra all’interno di V’ger fino a fare una fusione mentale con esso; naturalmente si tratta di una scena chiave del film, che consente a Kirk e i suoi uomini di comprendere finalmente chi hanno di fronte. In realtà la scena originariamente doveva essere molto diversa: sia Spock che Kirk avrebbero dovuto lasciare la nave e avventurarsi insieme all’interno dell’immensa sonda, fino a giungere di fronte a un’enorme parete, il “memory wall” o “muro della memoria”, che rappresentava appunto la sconfinata banca dati di V’ger. Anche in questa variante Spock avrebbe infine effettuato una fusione mentale con la sonda nel tentativo di comprenderne la sua natura. Per l’intera sequenza la RA&A costruì due grandi set: uno rappresentava una sorta di canale, un lungo corridoio nel quale Kirk e Spock si avventurano alla ricerca del centro di controllo di V’ger. Quindi, dopo che Kirk viene attaccato dal sistema immunitario di questa macchina-organismo e salvato da Spock, entrambi sarebbero penetrati ancora più in profondità fino ad arrivare al memory wall. Quando Trumbull prese in mano il film all’inizio del 1979 guardò il materiale girato dalla RA&A e lo giudicò inutilizzabile. Quindi riscrisse la scena semplificandola, in modo da avere solo Spock che si avventura dentro V’ger. Inoltre fu deciso anche di cambiare le tute spaziali, che furono completamente ridisegnate. La scena del “muro della memoria” da allora non ha più visto la luce ed è una delle più famose “scene perdute” di Star Trek. Nel febbraio del 1983, per la sua prima messa in onda televisiva sull’emittente statunitense ABC, Star Trek – The Motion Picture fu rimontato in una versione più lunga di circa 11 minuti, conosciuta come Special Longer Edition. Curiosamente una parte di questa sequenza abbandonata, la scena in cui Kirk fuoriesce dall’Enterprise all’inseguimento di Spock, fu aggiunta, malgrado gli effetti speciali non fossero mai stati completati e il fatto che la tuta indossata da Kirk fosse diversa da quella che si vede nelle scene successive.

La scena di Kirk che esce dall’Enterprise presente nella “Special Longer Edition” del film, malgrado gli effetti speciali non erano mai stati completati. Sullo sfondo sono visibili le impalcature che avrebbero dovuto essere coperte da un “matte painting”.
Un altro dei problemi della scena reinserita nella “Special Longer Edition”. La tuta spaziale di Kirk cambia aspetto tra una scena e l’altra.

Tra il 2000 e il 2001 il regista Robert Wise ha rimesso mano a quello che dopo tutto per lui era stato un lavoro finito in fretta e furia, realizzando la Director’s Edition del film. Pubblicata esclusivamente in home video in DVD, questa si avvale di un nuovo montaggio e di diverse nuove sequenze di effetti speciali. In questa versione del film la sequenza in cui Spock incontra V’ger è rimasta inalterata, tuttavia tra i numerosi contenuti extra figurano anche dei filmati di test della sequenza abbandonata, ma delle scene stesse non vi è traccia. A questo punto non è da escludere l’ipotesi che le scene siano andate perdute per sempre e non siano più negli archivi della Paramount.

Quindi le uniche testimonianze di come sarebbe potuta essere questa sequenza sono le rare fotografie che nel corso degli anni sono emerse tra gli appassionati. Quello che segue è l’estratto della sceneggiatura originale di The Motion Picture (nella versione del 19 luglio 1978), illustrato con foto di scena, l’adattamento a fumetti (nel quale la scena è presente), bozzetti di produzione e storyboard.

 

INTERNO V’GER – VISTA DAL BASSO VERSO L’ENTERPRISE

La nave è ferma all’interno dell’enorme camera e VEDIAMO un portello esterno completamente aperto. Attraverso il portello si apre una porta a tenuta stagna circolare e una piccola figura all’interno di una tuta spaziale dotata di propulsori emerge nello spazio, fluttua verso il basso sotto la sezione a disco dell’Enterprise. In questa e in tutte le scene successive VEDIAMO che lo zaino con i propulsori sul retro ha una LUCE LAMPEGGIANTE, che emette con regolarità un segnale identificativo di quella particolare tuta spaziale. (Questo consente a Kirk di determinare la posizione di Spock anche a miglia di distanza.)

 

INQUADRATURA PIÙ STRETTA DELLA FIGURA NELLA TUTA SPAZIALE

LA FIGURA SI AVVICINA ALLA MACCHINA DA PRESA finché il volto non è chiaramente riconoscibile: Spock. Il volto ha un’espressione gelida, determinata, mentre tocca i controlli della sua tuta spaziale.

 

SPOCK

Computer, iniziare registrazione.

Capitano Kirk, questo messaggio descriverà dettagliatamente il mio tentativo di contattare gli alieni…

 

INTERNO PONTE DI COMANDO

Kirk ENTRA sovrapponendosi a Uhura che riferisce:

 

 UHURA

 Il segnale della Flotta Stellare, signore, è sempre più forte

(continua ad ascoltare con attenzione)

Hanno l’Intruso sui loro schermi, sta rallentando.

La nube di energia inizia a dissiparsi…

 

SULU

Confermo, Capitano. I fari lunari indicano che l’Intruso si sta dirigendo verso l’orbita terrestre…

 

CHEKOV

(interrompe)

Singore! Il portello 4 è stato aperto; una tuta spaziale viene riportata come mancante!

 

KIRK

(reagisce prendendo consapevolezza)

Spock…!

(al navigatore)

Individui la sua posizione!

 

INTERNO V’GER – CAMPO MEDIO SU SPOCK

Ora ha un’espressione come fosse in trance, mentre si concentra sulle emanazioni. Subito dopo VEDIAMO che gira la testa, abbassa lo sguardo e manovra i comandi dei suoi propulsori. VEDIAMO i piccoli getti azzurri dai propulsori e la figura nella tuta spaziale inizia a muoversi nella direzione verso la quale si stava concentrando.

 

ALTRO ANGOLO – SPOCK

I suoi propulsori lo spingono attraverso la vasta camera di V’ger fino a un canale che si estende a grande distanza da lui. Una nube di FORME CRISTALLINE (che intrappoleranno Kirk) diviene visibile da un lato, ma Spock le oltrepassa a distanza e non le attira a sé.

Ora possiamo VEDERE più chiaramente la parete interna verso la quale è diretto Spock. È una combinazione insolita di CAMPI DI FORZA PULSANTI, che sembra indicare un punto del vascello di una qualche importanza. (Anche qui notiamo di nuovo sciami di “api sensori”, che a intermittenza raggiungono questa stessa parete da tutte le direzioni della camera.)

 

INTERNO – CAMERA STAGNA

VIENE MOSTRATO Kirk in una tuta spaziale, mentre viene preparato il casco dai TECNICI ADDETTI. Anche McCoy si trova lì e discute con Kirk.

 

KIRK

(dall’inizio)

…non voglio fermarlo, Bones; voglio solo che mi conduca da qualunque cosa ci sia là fuori…!

 

McCOY

E se questa “qualunque cosa” ha preso il controllo della sua mente…?

 

KIRK

Mi ci condurrà comunque, no?

 

Kirk entra nel portello, aziona un comando, e si richiude dietro di lui.

 

INTERNO V’GER – VISTA DAL BASSO VERSO L’ENTERPRISE

Il portello circolare si apre e la minuscola figura di Kirk nella tuta spaziale fluttua sotto la sezione a disco della nave.

 

INQUADRATURA PIÙ STRETTA DI KIRK

Vediamo la sua faccia attraverso il casco della tuta spaziale mentre scruta l’oscurità.

 

VOCE DI SULU

Ponte, Capitano. Spock si trova a 26 punto 345 gradi rispetto all’asse della nave.

 

Nel frattempo Kirk vede qualcosa.

 

PUNTO DI VISTA DI KIRK

L’emettitore INTERMITTENTE di Spock a circa un miglio di distanza, vicino alla parete interna di V’ger.

 

ANGOLO SU KIRK

 

KIRK

Lo vedo.

 

Nel frattempo Kirk tocca i comandi dei suoi propulsori e dei getti azzurri lo spingono nella direzione indicata. I suoi propulsori restano attivi per un periodo di tempo più lungo, poiché deve spostarsi a una velocità superiore, necessaria a raggiungere Spock…

 

INTERNO V’GER – KIRK VOLA ALL’INTERNO DELLA CAMERA

Kirk non è che un piccolo oggetto, i suoi propulsori occasionalmente emettono dei getti mentre procede sempre più a fondo nel canale, nella direzione che sta seguendo Spock.

 

INQUADRATURA PIÙ RAVVICINATA DI KIRK

Possiamo VEDERE la sua faccia (attraverso il casco), mentre guarda di fronte a sé a distanza verso Spock.

 

PUNTO DI VISTA DI KIRK

Il segnalatore INTERMITTENTE di Spock è più vicino e la sua piccola tuta spaziale ora è chiaramente visibile, mentre procede verso i CAMPI DI FORZA PULSANTI della parete interna.

 

SU KIRK

La sua attenzione è fissa su Spock e non nota finché non è troppo tardi un oggetto fuori schermo; rapidamente manovra un comando dei propulsori e VEDIAMO che i PROPULSORI DI MANOVRA lo fanno voltare di lato:

 

CAMPO LARGO – KIRK E IL BLOB

Uno sciame di strane FORME translucide cristalline è in rotta di collisione con Kirk. (NOTA: queste si spostano in maniera casuale e non sono appositamente d’ostacolo. Tuttavia, la vicinanza di Kirk le ha attirate e lo sciame ora si dirige nella sua direzione.) Kirk prova a evitarle; attiva un secondo PROPULSORE DI MANOVRA, ma esagera con la compensazione e ruota finendo dritto nello sciame che lo sta per intercettare.

 

CAMPO MEDIO – KIRK

Le forme cristalline più vicine ENTRANO IN CAMPO, attaccandosi alla tuta di Kirk. Kirk attiva a piena potenza i suoi PROPULSORI DI MANOVRA, sembra riuscire a fuggire, ma sempre più forme cristalline SOPRAGGIUNGONO, attaccandosi.

 

KIRK

Ponte…!

 

INTERNO PONTE – POSTAZIONE DEL NAVIGATORE

Tutti gli occhi sono puntati sullo schermo principale.

 

VOCE DI KIRK

…restate in attesa, credo di essere nei guai…

 

Sulu ingrandisce la visuale sullo schermo.

 

ANGOLO SULLO SCHERMO

Le LUCI INTERMITTENTI della tuta spaziale di Kirk sono INGRANDITE, in modo che Kirk sia in CAMPO MEDIO LUNGO. VEDIAMO i dettagli dello sciame di forme attaccarsi. VEDIAMO che la tuta spaziale di Kirk è ormai per metà coperta da esse.

 

ANGOLO OPPOSTO

L’equipaggio del ponte di comando reagisce con orrore a quello che sta vedendo:

 

SULU

Il phaser, Capitano…! Usi il phaser…!

 

VOCE DI KIRK

(il segnale è debole)

Non riesco… raggiungere… phas-

(la trasmissione si interrompe coperta dal RUMORE)

 

CHEKOV

Portelli due e quattro, preparatevi a lanciare le squadre di salvataggio!

(guardando verso lo schermo)

Capo Lang! Li faccia uscire!

In fretta!

 

SULU

Signor Spock, il Capitano è nei guai, proprio dietro di lei… a trecento metri!

(pausa)

Signor Spock!

 

Si scambiano sguardi preoccupati.

 

INTERNO V’GER – SPOCK

La figura di Spock in tuta spaziale AVANZA VERSO la CINEPRESA, mentre SENTIAMO:

 

VOCE DI KIRK

(debole; RUMORE)

…Spock…! …bisogno aiuto…!

…intrappolato…!

 

All’inizio non c’è alcuna indicazione che Spock abbia sentito; il suo volto è determinato, con lo sguardo fisso sul suo obiettivo: la parete interna.

 

VOCE DI KIRK

(continua; sempre più debole; RUMORE)

…la pressione…! …non posso muovermi…! Spock…!

 

CAMPO STRETTO SU SPOCK


La voce di Kirk si INTERROMPE e tutto quello che sentiamo è il FORTE RUMORE DI FONDO che crepita minacciosamente. L’espressione di Spock vacilla, dopo aziona i PROPULSORI opposti, si ferma, si volta per lanciare uno sguardo alla parete interna, dopo i propulsori lo ruotano in modo che possa vedere nella direzione da cui stava venendo. Non può resistere alla chiamata di Kirk; attiva improvvisamente i controlli, i PROPULSORI SI ATTIVANO, e:

 

CAMPO PIÙ AMPIO – SPOCK

I PROPULSORI lo accelerano verso Kirk.

 

INTERNO PONTE – SCHERMO

La tuta spaziale di Kirk è completamente ricoperta, inglobato nel blob. Kirk non si muove più. Ma in lontananza c’è Spock che si dirige verso di lui.

 

INTERNO V’GER – KIRK E SPOCK

Spock è a distanza ravvicinata, si muove VERSO la CINEPRESA. Mentre si avvicina a Kirk, Spock estrae il suo phaser. Aziona i controlli dei suoi PROPULSORI OPPOSTI, rallenta RAPIDAMENTE mentre si avvicina alla tuta spaziale di Kirk, ormai completamente inglobata. Spock fa un rapido aggiustamento sul suo phaser.

 

ANGOLO SU SPOCK E SULLA TUTA SPAZIALE INGLOBATA DI KIRK

Spock punta con cura il suo phaser. SPARA. Il RAGGIO DEL PHASER colpisce il blob, e lo FRANTUMA in pezzi, DISINTEGRANDOLO.

 

INTERNO V’GER – SPOCK E KIRK

Uno di fronte all’altro mentre fluttuano nello spazio.

 

KIRK

Ponte, annullate le squadre di salvataggio

(duro)

Spock, che diavolo sta facendo qua fuori?!

 

SPOCK

Cerco risposte, Capitano.

 

KIRK

(più profondo)

Risposte a cosa, Spock? Il nostro problema, o il suo personale?

 

Spock non risponde subito. Guarda Kirk attraverso il casco e fa una lunga pausa, dopo improvvisamente guarda in un’altra direzione, indicando in lontananza.

 

UN ALTRO ANGOLO – INCLUDE LA PARETE INTERNA

VEDIAMO quelli che sembrano essere GLOBULI DI LUCE SCINTILLANTI dirigersi verso la parete interna in lontananza e poi scomparire. (VEDREMO anche altri sciami occasionalmente, provenienti da diverse direzioni, successivamente saranno identificati come “sciami di sensori” tramite un’analisi più ravvicinata.)

 

SPOCK

(indicando)

Capitano, credo che là troveremo un’indicazione di chi, o cosa, è a bordo di questo vascello…

 

Kirk valuta le alternative, quindi aziona I controlli dei suoi propulsori e inizia a muoversi nella direzione indicata da Spock. I propulsori si attivano, spingendoli verso il punto della parete interna.

 

INTERNO V’GER – NELLA PARETE INTERNA

Siamo di fronte alla parte più prominente della vasta parete interna, sul muro ci sono modelli che sembrano BRILLARE di vita. Le figure di Kirk e Spock con le tute spaziali ENTRANO NELLA SCENA, volando lentamente attraverso quella che sembra essere la parte centrale di questi modelli.

 

RAVVICINATA SU KIRK E SPOCK

Man mano che si avvicinano vediamo brevemente l’accensione dei PROPULSORI OPPOSTI e il loro movimento si arresta; sono fermi. Spock vede qualcosa e la indica.

 

ANGOLO AMPIO CHE INCLUDE UNO SCIAME DI SENSORI

Ora vediamo che sono piccoli punti di LUCE INTERMITTENTE multicolore, quasi come uno sciame di api. Si avvicinano alla parete interna nel suo punto centrale e sembrano “scomparire” attraverso un orifizio.

 

KIRK E SPOCK – UN ALTRO “SCIAME” SI AVVICINA

Questo “sciame di sensori” proviene da una direzione che li farà passare vicino a Kirk e Spock. Quindi, mentre passa, Spock allunga un braccio e afferra qualcosa. Si volta verso Kirk, con la sua mano chiusa su qualcosa.

 

CAMPO STRETTO SU KIRK E SPOCK (SUL MURO “TUBO”)

Spock apre la sua mano, continuando a trattenere qualcosa con le sue dita. La solleva all’altezza del casco di Kirk, è un piccolo sensore, emette flash di luce colorata mentre cerca di sfuggire dalle dita di Spock. Da questa VISUALE RAVVICINATA, VEDIAMO che è un SENSORE molto simile a quello che abbiamo visto prima attaccato al collo della sonda Ilia. Spock lo libera e questo sfreccia per riunirsi allo sciame di sensori vicino all’apertura sulla parete interna.

 

PUNTO DI VISTA DI KIRK E SPOCK

Da questa distanza ravvicinata, VEDIAMO che un’apertura appare sulla parete, lascia entrare lo sciame di sensori, e immediatamente si richiude.

 

INQUADRATURA PRECEDENTE

Kirk e Spock si scambiano uno sguardo. I loro PROPULSORI si attivano brevemente, muovendoli in quella direzione.

 

INTERNO V’GER – KIRK E SPOCK

Ora si avvicinano alla parete interna, sincronizzando il loro movimento con quello dell’arrivo di un altro “sciame”. La parete inizia ad a APRIRSI. Lo “sciame” passa attraverso l’apertura, la parete inizia a CHIUDERSI, ma Spock e Kirk riescono a entrare dentro prima che si chiuda.

 

INTERNO “CAVERNA DELLA MEMORIA” – SPOCK E KIRK

La parete si chiude dietro di loro, e loro sono al sicuro all’interno. Mentre arrestano il loro movimento, i loro occhi si spalancano di fronte allo stupore e alla sorpresa di quello che stanno vedendo.

 

QUELLO CHE VEDONO

La lunga “caverna” con una fila di gigantesche SFERE MEDIATRICI che si estende a distanza. Da un lato lo scintillante MURO DELLA MEMORIA DI CRISTALLO.

 

KIRK E SPOCK

Spock fa una veloce valutazione di quello che stanno osservando. Quindi estrae nuovamente il suo tircorder e si avvicina ai cristalli di memoria. Kirk lo segue.

 

CRISTALLI DI MEMORIA

Mentre Spock calibra il tricorder attraverso una serie di letture.

 

SPOCK

Sembrerebbe che la struttura atomica di questi cristalli immagazzini informazioni. Un sistema incredibilmente efficiente.

 

KIRK

(indica)

E questi “sciami di sensori” raccolgono i dati e li trasportano qui.

 

SPOCK

(annuisce; indica)

Nuovi cristalli: devono contenere gli ultimi dati acquisiti.

 

Spock tocca uno di questi nuovi cristalli (sarà più brillante e più pulsante degli altri): UN’ALTRA RAPIDA SEQUENZA DI VAGHE IMMAGINI, ma questa volta include un’immagine-modello dei Klingon, delle navi Klingon (quelle distrutte dalla Nuvola), e del personale della Flotta Stellare e della stazione Epsilon 9. Anche il modello di una Guardia di Sicurezza uccisa dalla sonda. E Ilia.

 

KIRK

I Klingon… la nostra stazione Epsilon 9… e Ilia! Sembrano più che semplici immagini…

 

SPOCK

(concorda)

Modelli esatti. La scarica di energia che li ha colpiti non era semplicemente un’arma, li ha dematerializzati, immagazzinati. Ma perché?

 

Si volta e inizia a muoversi oltre, studiando il muro e consultando il tricorder.

 

UN’ALTRA SEZIONE DEL MURO DIETRO DI LORO

Spock ispeziona l’area dove i cristalli “più nuovi” PULSANO e BRILLANO, e che sembra essere la fine dell’area dei Cristalli, che continuano e scompaiono attraverso la parete.

 

KIRK

Se questa è la loro banca dati dov’è l’equipaggio? O l’intera nave è automatizzata?

 

SPOCK

Capitano, non credo che ci sia un equipaggio, o che questo sia un vascello nel senso classico del termine.

 

Una pausa, Kirk reagisce incredulo.

 

SPOCK

(continua)

Ormai sono quasi certo che tutto questo è V’ger, credo che siamo dentro una forma di vita, una macchina vivente.

 

Spock gira la sua tuta spaziale, e rivolge il suo tricorder verso le Sfere Mediatrici, rilevando i dati in quella direzione.

Dopo guarda Kirk.

 

SPOCK

Devo tentare una fusione mentale con essa, Capitano.

 

Spock tocca i comandi della sua tuta spaziale; i PROPULSORI lo spostano verso le Sfere Mediatrici.

 

KIRK

(allarmato)

Spock…

 

ANGOLO SULLA SFERA MEDIATRICE

Spock raggiunge la Sfera, arresta il suo movimento e rimuove un guanto. Allungando la sua mano nuda verso una parte che sembra stranamente “viva”. La forza da questa zona ha chiaramente degli effetti sulla mano di Spock.

Nel frattempo Kirk ha usato i suoi PROPULSORI per raggiungerlo.

 

KIRK

Spock, se ha ragione, la sua mente può essere enorme

 

Ma Spock non gli presta attenzione, il suo intero essere ora è concentrato sulla LUCE PULSANTE della parte “viva”, la CINEPRESA SI AVVICINA a Spock, mentre forza la sua mano verso la superficie, sempre più vicino, sempre più vicino.

 

Kirk lo guarda ipnotizzato. Da un lato vorrebbe tirar via Spock dal muro, dall’altro sa che è importante che egli arrivi fino in fondo. Per il bene di tutti.

 

CAMPO STRETTO SU SPOCK

Si prepara ad affrontare la prova, avvicina la sua mano alla “parte viva”, la forza invisibile diventa ancora più forte, ma la determinazione di Spock è superiore, e ora tocca la superficie… e questa BRILLA CON UNA STRANA ENERGIA al tocco. Allo stesso momento il corpo di Spock si contorce come se decine di migliaia di volt di elettricità lo stessero attraversando.

 

CAMPO STRETTO SUL VOLTO DI SPOCK

Mentre inizia a tremare per lo shock, l’INQUADRATURA SI STRINGE SEMPRE PIÙ, VEDIAMO la bocca di Spock aperta, URLA. INQUADRATURA ESTREMAMENTE RAVVICINATA DEGLI OCCHI.

 

ZOOM ATTRAVERSO GLI OCCHI DI SPOCK

MUSICA SEMPRE PIÙ ACCENTUATA mentre compiamo un viaggio attraverso una serie di IMMAGINI ASTRATTE (come da discussione con Con Pederson). Rappresentano l’archivio complesso e incredibile di conoscenze meccanicistiche di V’ger, queste IMMAGINI suggeriscono modelli di atomi, molecole, galassie, dimensioni dell’universo oltre la conoscenza o la comprensione umana. Dura soltanto quindici o venti secondi, ma sembra impiegare eoni, trasportandoci dal micro-infinito al macro-infinito.

 

DISSOLVE IN

INTERNO INFERMERIA – GLI OCCHI DI SPOCK

 

Da questo punto la sceneggiatura prosegue con la scena di Spock che si riprende in infermeria presente nella versione finale del film.

 

È inevitabile domandarsi come sarebbe stato il film con questa sequenza al posto della versione modificata da Trumbull. Le scene descritte avrebbero aggiunto un po’ di classica “avventura spaziale”, oltre a offrire una maggiore interazione tra Kirk e Spock, andando ad attenuare in parte quella freddezza e quella asetticità che spesso viene contestata a The Motion Picture. D’altro canto è evidente che la riuscita dell’intera sequenza era fortemente vincolata alla sua credibilità, ovvero al fatto che gli effetti visivi fossero convincenti e in grado di trasmettere quel senso di grandezza che doveva avvolgere lo spettatore. E probabilmente sarebbe stato impossibile per Trumbull, con i limiti di tempo e di budget a disposizione, raggiungere questo obiettivo. D’altro canto, la sua versione è più onirica, con Spock in solitario che attraversa una camera dopo l’altra ammirando la maestosità di V’ger, e riesce comunque a trasmettere il giusto “sense of wonder” allo spettatore.

Nota: nel 2009 sul forum The Trek BBS fu annunciato il ritrovamento di due minuti e mezzo di girato in bianco e nero della sequenza perduta. Il girato ritrovato è stato descritto come composto da cinque differenti ciak di tre scene, tutte relative all’attacco da parte delle forme cristalline al capitano Kirk. Purtroppo questo filmato non è mai stato pubblicato e l’unica testimonianza che è stata rilasciata è questa gif animata utilizata come avatar.

Extra

Le scene perdute, o anche gli episodi o gli interi film perduti (nel senso che non sono stati mai stati realizzati) hanno sempre esercitato un certo fascino, proprio perché stimolano l’immaginazione, facendoci chiedere “come sarebbe potuto essere”. E nella storia di Star Trek non mancano certo esempi di scene, film o episodi che non hanno mai visto la luce. Nel caso di scene come quella descritta in questo articolo si tratta effettivamente di scene girate, ma mai ultimate, né mai pubblicate in alcuna forma (e forse ormai definitivamente perse). Nel caso di film o episodi si tratta di progetti che sono stati pianificati, sceneggiature scritte, in alcuni casi con set e modellini già pronti, ma poi mai realizzati. Ed è proprio a quest’ultimo genere di produzioni che è dedicata una serie di articoli che sto curando insieme a Claudio Sonego, su Inside Star Trek Magazine, rivista ufficiale di Star Trek in Italia a cura dello Star Trek Italian Club – Alberto Lisiero, pubblicata da Ultimo Avamposto. Questa serie di articoli, esplora, con un livello di dettaglio mai raggiunto prima, tutte quelle produzioni abbandonate nella storia di Star Trek, iniziando dal periodo che va dalla chiusura della serie classica (1969) all’uscita del primo film (1979). In quei dieci anni, mentre per il mondo esterno Star Trek era fermo, e probabilmente finito, dietro le quinte ci furono diversi tentativi di riportare in vita la saga, sia come film, che come nuova serie TV, tutti destinati a fallire clamorosamente.  Questa serie di articoli, intitolata appunto Lost Trek, racconta tutti i retroscena, oltre a offrire le trame dettagliate di tutte queste storie mai realizzate, da leggere proprio come se fossero dei brevi racconti.

 

Lost Trek 1 – The God Thing (scritto da Cesare Cioni)

Inside Star Trek Magazine #192 – Febbraio 2018

Tutti i primi tentativi di Gene Roddenberry di fare un film di Star Trek, dal suo controverso “The Cattlemen”, fino a “The God Thing”, che avrebbe gettato le basi per The Motion Picture.

Lost Trek 2 – Jon Povill e Gene Rodenberry (scritto da Claudio Sonego)

Inside Star Trek Magazine #193 – Aprile/Maggio 2018

Le due sceneggiature elaborate dall’assistente di Gene Roddenberry Jon Povill, una scritta da solo e una insieme allo stesso Roddenberry.

Per acquistare la rivista:

www.stic.it/stic_rivista.html

ultimoavamposto.com

 

Sulla serie mai realizzata Star Trek – Phase II, avevo anche scritto insieme all’amico Aleksandar Mickovic un lungo articolo diviso in due parti sulla Rivista Ufficiale di Star Trek pubblicata da Fanucci Editore, con una dettagliata guida agli episodi mai fatti.

Star Trek – La rivista ufficiale: Anno 2 N. 6 (Dicembre 1998)

Star Trek – La rivista ufficiale: Anno 3 N. 7 (Febbraio 1999)