Addio Principessa Leila

Ieri ci ha lasciati Carrie Fisher, universalmente nota per aver dato il volto alla Principessa Leila di Star Wars.

Il suo ultimo volo

Carrie Fisher non ce l’ha fatta. La forza l’ha abbandonata. Venerdì scorso, il 23 Dicembre, aveva subito un arresto cardiaco mentre era in volo da Londra a Los Angeles. A bordo erano presenti tra i passeggeri un medico e un infermiera che le hanno immediatamente praticato una rianimazione cardiopolmonare. Quindici minuti dopo l’aereo è atterrato a Los Angels (il volo era nella sua fase conclusiva), dove l’attrice è stata ricoverata d’urgenza in ospedale. Inizialmente sembrava che le sue condizioni si fossero stabilizzate, tuttavia già i racconti iniziali citavano il fatto che era rimasta per 10 minuti senza respirare, che lasciava pensare comunque a una situazione molto critica (un’assenza di ossigeno così prolungata può provocare danni irreversibili al cervello). Purtroppo ieri la famiglia ne ha annunciato la morte. Milioni di fan in tutto il mondo, insieme ad amici colleghi e altre personalità del mondo dello spettacolo hanno espresso il loro cordoglio.

 

Una vita difficile

Per Carrie Fisher il successo è arrivato praticamente all’inizio della carriera: Star Wars infatti è il secondo film che ha interpretato, appena ventenne. Tuttavia il suo diventare una celebrità dall’oggi al domani non l’ha aiutata molto. Carrie Fisher infatti soffriva e ha sempre sofferto di disturbo bipolare dell’umore, che le è stato diagnosticato a 24 anni. Subito dopo il successo di Star Wars l’attrice, proprio per compensare la sua instabilità emotiva ha cominciato a far uso di droghe e alcool. Come ha lei stessa confessato, già durante le riprese di L’impero colpisce ancora, faceva regolare uso di cocaina. Alternando fasi di stabilità ad altre di profonda crisi, Carrie Fisher è arrivata anche a curarsi tramite l’elettroshock (terapia elettroconvulsivante). La dipendenza non l’ha aiutata nella carriera e pur avendo preso parte a film importanti, come The Blues Brothers o Harry, ti presento Sally alla fine è rimasta incastrata nel suo ruolo di Principessa Leila, come successo a Mark Hamill per Luke Skywalker.

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Una combattente

Malgrado le difficoltà, Carrie Fisher ha sempre affrontato a testa alta i suoi problemi psicologici e le sue dipendenze, arrivando nel 2009 a portare in scena Whishful Drinking, una pièce teatrale nella quale si racconta parlando della propria battaglia personale contro il disturbo bipolare e contro l’suo di droghe e psicofarmaci.

Purtroppo il destino l’ha portata via a 60 anni, proprio un anno dopo che aveva riportato al cinema il suo celebre personaggio nell’ultimo capitolo della saga Il risveglio della forza. Ci piace ricordarla con questa insolita gallery fotografica. Se vi state chiedendo da quale film sono tratte queste foto, la risposta è nessuno: si tratta di un servizio fotografico appositamente commissionato dalla rivista Rolling Stones nel 1983 per l’uscita del film Il ritorno dello Jedi. Al servizio presero parte anche Dart Fener (il papà di Leila), presumibilmente non interpretato da David Prowse in quella occasione, un Ewok e un soldato di Jabba.

Nota

Leila in originale era Leia, e fu una delle tante modifiche fatte ai nomi dei personaggi nell’adattamento italiano di Guerre stellari, come Ian Solo, al posto di Han Solo, per rendere il suono più naturale al pubblico italiano (“Leia” è sicuramente più difficile da pronunciare di “Leila”). Negli ultimi due film, Il risveglio della forza e Rogue One, tutti i nomi sono stati riportati all’originale anche nella versione italiana, per cui Leila è tornata ad essere Leia.



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